
In anteprima sulla conferenza stampa ufficiale, prevista per
domani mercoledì 9 maggio 2007 presso il Moody Cafè, a cura
della redazione di Ergo Sum, Genovatune cerca di fare luce, nel
modo più chiaro possibile, su questa tempestosa vicenda,
raccontandovi ciò che emerso dall'incontro - pacifico ed educato
- fra le due parti in causa, tenutosi questo pomeriggio presso
il Berio Cafè.
Ricapitoliamo brevemente la vicenda: Ergo Sum, periodico
universitario di informazione culturale, chiude. A causare la
chiusura, temporanea, il numero ultimo di Aprile 2007, in cui,
in relazione ad un articolo legato alla campagna di prevenzione
all'Aids, promossa dalla LILA, si affianca un'immagine
provocatoria: un Cristo incelophanato.
Tale numero, purtroppo, capita nelle mani sbagliate: di molti,
innumerevoli studenti universitari di religione cattolica, i
quali, sfortunatamente a ragione, si sentono offesi ed indignati
da tale accostamento azzardato e lo fanno presente ad Andrea
Macco, che ne parlerà ampiamente e con toni accesi fra le prime
pagine dell'edizione genovese de Il Giornale.
Andrea spiega come questa informazione sia giunta a lui per
caso: "Alcuni miei amici di facoltà hanno ricevuto fra le mani
questo giornalino, che peraltro io neanche conoscevo" racconta
"Queste persone erano tutte molto arrabbiate e, da questo, è
nato l'articolo pubblicato su Il Giornale, con cui collaboro". E
della quale redazione Andrea non fa parte, se non come
collaboratore.
Al di là dell'offesa gratuita recepita da alcuni studenti, ciò
che più ha scatenato le ire - concedeteci il termine - di Macco
è stato un punto focale dell'intera vicenda: il giornalino Ergo
Sum è (era) finanziato dall'Università di Genova e dalla
Provincia. In pratica, dice Macco, dalle nostre tasche.
Ma fino a che punto è vera questa affermazione?
"Noi ci siamo
sempre autofinanziati" chiarisce Marco Fiorello, capo redattore
di Ergo Sum "e da poco ci siamo costituiti come Associazione
Culturale senza scopo di lucro. Visto il crescente successo del
nostro giornale, l'Università ci ha finanziati negli ultimi due
anni, soprattutto per le attività culturali da noi promosse, con
un contributo annuo di 4.000 euro." Dopo di che, prosegue, la
Provincia avrebbe dovuto ulteriormente dare man forte ai
ragazzi, con un contributo di 2.500 euro che, date le denuncie
pubblicate su Il Giornale, è stato ritirato.
A questo punto, i ragazzi si ritrovano con un buco di 2.000
euro, poichè i finanziamenti che avrebbero ricevuto dalla
Provincia sono da intendersi retroattivi.
"Noi crediamo nella libertà di stampa" prosegue Fiorello "e non
intendevamo offendere nessuno con quelle immagini, soltanto
provocatorie".
Purtroppo, però, la sensibilità è differente e soggettiva e non
sempre ciò che noi intendiamo in una certa maniera viene
percepito ugualmente dal nostro prossimo: un Cristo incelophanato ("Si tratta di una statua fotografata in una chiesa", spiegano i ragazzi di Ergo Sum) purtroppo, in quel contesto, era chiaro cosa volesse sembrare.
Non è stata, inoltre, quella l'unica immagine chiamata in causa:
Macco sottolinea anche l'uso indegno e fazioso di una foto,
utilizzata all'interno della rubrica Gay, Lesbian, Bisex & Transgenderl,
in cui è raffigurato un uomo in posa a petto nudo sopra il quale
troneggia un crocifisso.
A malincuore, mi sento di dover dare ragione a coloro che si
sono sentiti offesi nel visionare certe immagini,
sfortunatamente poco appropriate e, ancora più sfortunatamente, degne di una bravata, se inserite in contesti come
quello - peraltro interessanti - e che hanno avuto soltanto
l'esito di affossare ed annebbiare il lavoro svolto in questi
due anni dai ragazzi di Ergo Sum (da citare lo scandalo, da loro
ampiamente approfondito, delle famose tesi nel cassonetto).
Un accanimento, quello che si è scatenato contro questi ragazzi,
pari quasi ad una crociata: c'è chi parla di manovre politiche -
siamo in periodo di elezioni amministrative - , chi porta avanti
altrettante crociate anticlericali, chi li accusa di essere
stati, in parte, un brodo di coltura e stimolo per le scritte
contro Bagnasco (cfr. Andrea Macco: Ergo Sum non cogita e cerca scuse per giustificare lo sfregio del Cristo, 8 Aprile 2007); insomma, da una caduta di stile ad un vero e proprio disastro.
Noi, preferiamo non entrare troppo nel merito - anche se un minimo dubbio sul fatto che, forse, potrebbero esserci crociate più importanti da portare avanti di questa, resta.
Semplicemente, a seguito di questo incontro pomeridiano, conclusosi con adulte strette di mano e volontà reciproca di futuro rispetto ed eventuale spazio, su Ergo Sum, a dibattiti costruittivi fra linee di pensiero contrapposte, ci
sentiamo di consigliare ai ragazzi del giornale di andare avanti
nel progetto, di autofinanziarsi e portare avanti le proprie
idee, sempre nel massimo rispetto di tutti.
E di citare un vecchio detto, che mai fu più valido come in
questo periodo: scherza con i fanti, ma lascia stare i santi.
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PS. Rinnoviamo l'invito a leggervi tutti i numeri disponibili in rete
di Ergo Sum (non soltanto l'ultimo) e la rispettiva controparte,
ossia gli articoli pubblicati su Il Giornale da Andrea Macco (Soldi pubblici per insultare Cristo e la Chiesa; Giornale blasfemo coi soldi della provincia), invitandovi a dire la vostra - sempre con criterio - sulla vicenda in questione.