Il Dark: Guida alla Musica Oscura

Per neofiti ma non solo. Il volume di Ivano Galletta si propone come un'agile introduzione al variegato mondo della musica oscura.

Il Dark: Guida alla Musica Oscura
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a cura di Michele Savino
GENOVA, 27 Gennaio 2009
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Per neofiti ma non solo. Il volume di Ivano Galletta (Il Dark, Guida alla Musica Oscura, Edizioni il Fogliio, Piombino 2007) si propone come un'agile introduzione al variegato mondo della musica oscura. Chi può esserne interessato? Sia chi di gothic e derivati conosce poco o nulla, sia l'ascoltatore smaliziato in cerca di qualche curiosità.

Privo di pretese completistiche, il lavoro di Galletta preferisce il calore descrittivo al distacco dell'analisi e ci fornisce una ricostruzione appassionata di quell'universo di suoni che il mondo intero conosce come Gothic Rock e che solo nel nostro paese ha preso il nome di Dark. Prima di parlare dei mostri sacri del genere, l'introduzione fornisce alcune coordinate sul retroterra storico e culturale da cui questo genere prende le mosse: il glam rock decadente di David Bowie, Lou Reed ed Iggy Pop, il carisma maudit Jim Morrison e le cupe ballate di Leonard Cohen ma anche la scena dark prog italiana degli anni '70, rappresentata da nomi come gli Jacula, Antonius Rex ed i Goblin di Claudio Simonetti. La sezione centrale del testo inquadra i protagonisti dell'epopea gothic, ne elenca gli episodi discografici più rilevanti: a Cure, Bauhaus, Christian Death, Joy Division, Siouxsie and the Banshees e Sister of Mercy viene dedicata una trattazione piuttosto succinta.

Il volume prosegue poi in ordine cronologico, illustrando lo sviluppo della scena gotica degli anni novanta, il suo frammentarsi e mescolarsi di volta in volta con tradizioni musicali apparentemente distanti. Ecco quindi il capitolo dedicato al Gothic Dark in cui trovano posto gruppi molto diversi tra loro come Cranes, Diva Destruction, Lacrimosa e Mephisto Waltz, le mescolanze con l'elettronica (EBM) degli Icon of Coil, passando per i Diary of Dreams e gli italiani Frozen Autumn. La scena Ethereal viene rappresentata sia da gruppi più conosciuti agli addetti ai lavori come i Dead Can Dance a nomi più di nicchia come i francesi Estampie.

Il famigerato neo-folk o folk “apocalittico”, oltre alla classica trimurti Death in June, Current 93 e Sol Invictus annovera segnalazioni curiose come i Sonne Hagal o Lagen des Heils. Apprezzabile da parte di Galletta il risparmiarci la solita ed inflazionata associazione tra neo-folk e politica, lasciando al lettore il compito di esplorare ed eventualmente prendere posizione. Il Dark Ambient viene collegato alla nascita ed allo sviluppo della svedese Cold Meat Industry mentre all'ibrido Gothic Metal vengono dedicate alcune pagine in cui si citano, tra gli altri, i genovesi Malombra, i milanesi Lacuna Coil e gli scandinavi Katatonia. A tal proposito, se da un lato è da lodare la scelta di Galletta di dedicare molta attenzione a realtà non proprio mainstream, stupisce l'esclusione di un gruppo fondamentale come i Type O Negative come anche la completa assenza di tutto quel filone scandinavo che prende il nome di Love Metal (H.I.M, 69 Eyes, Entwine).

A questo punto, l'autore decide di approfondire ulteriormente tre gruppi in particolare: Dead Can Dance, Elend e Sopor Aeternus: di ciascun progetto musicale viene rivisitata sinteticamente la discografia e vengono fornite alcune note biografiche. La commistione tra musica oscura e teatro occupa il capitolo dedicato ai Devil Doll e Màlleus mentre la penultima sezione del lavoro propone al lettore un viaggio in uno dei festival goth più popolari d'Europa, il Wave Gothic Treffen.

Completa il lavoro una ricca selezione di siti internet ed una bibliografia essenziale. Tra i pregi di questo lavoro va senza dubbio annoverata la chiarezza espositiva e la modestia con la quale l'autore affronta la materia. Più che come un tuttologo gothic, Galletta si presenta come un appassionato che apre con discrezione a chi lo voglia, i cancelli di un mondo prezioso e (a molti ancora) sconosciuto.

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