
Il pubblico delle grandi occasioni ha accolto Gianni Morandi alla presentazione della sua autobiografia Diario di un ragazzo italiano, edito da Rizzoli.
Duecentodieci pagine scritte a quattro mani con il regista Michele Ferrario in cui l'eterno ragazzo di Monghidoro racconta la sua vita, l'infanzia in una "Italia diversa, in cui giocavamo con un pallone fatto di stracci", l'ascesa irresistibile verso il successo, i momenti di difficoltà e la ritrovata serenità umana e professionale unita all'impegno con la Nazionale Cantanti.
Una folla di ragazzi dai venti ai settant'anni ha invaso gli spazi del forum Fnac a partire dal primo pomeriggio, attendendo il proprio beniamino con cori e svenimenti degni di un raduno rock: "Siete malati" dirà scherzosamente Morandi nel corso dell'intervista.
Un personaggio pubblico a cui l'immensa popolarità non ha tolto la disponibilità e la gentilezza con cui ha concesso autografi, posato per i fotografi, e raccontato a cuore aperto molti episodi della sua vita privata e professionale.
"In questo libro ho voluto raccontare dei momenti della mia vita come quello del gioco d'azzardo, perché non sono stato sempre un bravo ragazzo" spiega Morandi a commento dell'immagine con cui è scolpito nell'immaginario collettivo. Ricorda il padre come un genitore "autoritario ed esigente, che è stato molto importante nella formazione del mio carattere, insegnandomi il senso della disciplina" e racconta di come la figura paterna abbia lo abbia influenzato nell'educazione dei suoi figli: "Con il miei primi due figli sono stato più rigido mentre con Pietro mi sono addolcito".
Molti lettori di Genovatune sono artisti emergenti che sognano le luci della ribalta: abbiamo chiesto a Gianni cosa sia per lui il successo e come lo abbia vissuto:
"Vendere milioni di copie non rende sereni. E' essere contento di ciò che fai che ti soddisfa. Quando diventi famoso ti senti onnipotente, credi di essere chissà chi.
Più che il successo è importante la gestione della popolarità.
Il successo lo capisci solo nel momento in cui lo perdi, anche perché difficilmente ritorna più volte nel corso della vita. Io sono stato fortunato.
Un conto è il successo che fa un po' di storia o che passa solo alla cassa, un altro è il successo nel fare ciò in cui credi ed avere una riposta positiva da parte del pubblico."
E la risposta del pubblico non si fa di certo attendere: oggi come ieri Gianni Morandi è uno dei cantanti più amati dal pubblico, che premia il suo talento e la sua simpatia con un affetto ed una costanza che ha pochi eguali nel mondo della musica pop.