Max Pezzali: Un lungo viaggio nella Musica

Genovatune incontra il grande Max, fra avventura, coscienza sociale e progetti per il futuro. Al Vaillant Palace, Venerdì 26 Ottobre

Max Pezzali
© www.warnermusic.it

a cura di Chiara Ragnini, Michele Savino
GENOVA, 11 Ottobre 2007
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"Sei un mito", "Nord Sud Ovest Est", "Tieni il tempo", "La regola dell'amico" : alzi la mano chi, tra i venti-venticinquenni di oggi, non ha ascoltato e cantato a perdifiato le canzoni di Max Pezzali, ieri front man degli 883 e oggi solita affermato. Un universo, quello di Pezzali, da sempre rivolto alle piccole cose, ai gesti quotidiani, al viaggiare – reale e metaforico – che fa parte della vita di ognuno di noi. Avventura, coscienza sociale e progetti per il futuro in una simpatica chiacchierata in esclusiva per Genovatune.net

Parliamo subito del nuovo disco, uscito a Maggio in tutti i negozi di musica: un titolo particolare ed anglofono (Time Out), una copertina che raffigura il tuo volto immerso in una cartina stradale, quasi a simboleggiare un viaggio, sia attraverso le canzoni del disco sia attraverso la tua carriera musicale (che quest'anno si avvicina ai 15 anni - il primo disco è del 1992 con gli 883). Cosa rappresentano questi dettagli? Che significato hanno il titolo e questa immagine?

L'immagine del viaggio è uno dei temi che attraversano tutto l'album e che che più ho sviluppato nel corso della mia carriera: viviamo in un epoca sempre più veloce, in cui bisogna sempre correre, lavorare e produrre, in cui è necessario muoversi dal punto A al punto B il più veloce possibile. Sia nel viaggio fisico che nella vita in generale. Per me invece nel viaggio non importa la destinazione da raggiungere ma il percorso in sé, il fatto di godersi la strada, la compagnia, ogni singolo profumo. "Time Out" significa proprio questo: prendiamoci una sosta e godiamoci il viaggio indipendentemente dalla destinazione.

....come dicevi prima, il tema del viaggio ricorre fin dal primo album degli 883, in un brano come "Rotta per Casa di Dio"...

Eh si, anche lì l'importante non era arrivare alla festa quanto sviluppare un rapporto con gli amici con cui intraprendevi il viaggio, scoprire cosa ti lega.

Un Max Pezzali cresciuto, in questo disco, differente senza dubbio dal Max/883 che cantava di esperienze adolescenziali: temi più maturi - come quello del viaggio - e melodie più ricercate e mature, senza perdere però quel tocco personale che ha sempre contraddistinto i tuoi lavori. Come è avvenuta questa evoluzione?

Credo di aver avuto una evoluzione piuttosto lineare, senza cambi drastici e netti. Ho sempre cercato di osservare la realtà che mi circonda a modo mio, interpretando i fatti nel modo più semplice e cercando una legge generale ("La Regola dell'Amico" vi ricorda qualcosa? NdR) che potesse partire dal caso specifico. Di certo è cambiata la lente di decodifica della realtà. Agli esordi ero focalizzato su determinati aspetti di ciò che mi circondava, oggi tendo ad avere un punto di osservazione molto più vasto che in passato, più generale.

Sono sempre stato incuriosito dal tuo modo di "plasmare" la materia verbale nei testi. Scansione delle sillabe, spostamenti di accenti: quali artisti hanno ispirato questa tecnica piuttosto unica nel panorama pop italiano?

In realtà io non ho inventato nulla, ma mi sono limitato ad applicare ciò che facevano i rappers americani a cavallo tra gli anni '80 e '90. Gruppi come RUN DMC o Public Enemy erano già usi a spostare accenti, fare sfociare una rima della frase precedente nella successiva o cose di questo genere. Queste tecniche mi affascinavano perché di fatto erano rivoluzionarie. In Italia un approccio di questo tipo era considerato sacrilego! Io ho cercato di importare questo modo di scrivere i testi anche perché mi concedeva molta più libertà e mi permetteva di uscire dalle rime scontate che sono molto favorite dalla nostra lingua. Se crei una dinamica ritmica all'interno del tuo testo riesci a farci star dentro cose molto diverse dal solito "cuore-amore" !

Nel tuo blog parli di "credere in Harvey", citando un grande film come Donnie Darko ed un lungometraggio similare degli anni '50, in cui il protagonista è affiancato da un coniglio gigante immaginario, Harvey appunto. Dici che "il protagonista viene spinto da Harvey a essere generoso, socievole e ottimista nei confronti del prossimo. Credere in Harvey significa credere negli altri, diventando persone migliori." In una realtà come quella che attualmente stiamo vivendo, fatta di OGM, di guerre, di una terra surriscaldata e di animali che rischiano l'estinzione, un mondo in cui la pena di morte esiste ancora: credi ci sia bisogno di un po' di Harvey per tutti? Parli forse anche di questo nelle tue canzoni, è questo uno dei messaggi che vuoi mandare?

L'unico sistema per migliorare ciò che ci circonda, credo che sia l'effettuare un grosso lavoro individuale, a partire dai piccoli comportamenti.
Dalle cose di ogni giorno, dall'educazione civica... raccogliere la cacca del proprio cane per la strada, interagire con la propria comunità, cercare di migliorare i rapporti con le persone che ci stanno attorno, sono comportamenti da cui può partire un miglioramento della situazione del mondo. Il grande alleato di fenomeni come la guerra o la fame nel mondo è il menefreghismo. E' lo stesso germe che porta un italiano a non rispettare il suo prossimo, ad aspettare l'occasione per poter fregare chi ci sta attorno...lo stesso germe che porta, in grande, ai grandi drammi.
Secondo me il senso civico, il senso della comunità, il preoccuparsi per gli altri sono piccoli semi che danno grandi frutti.

Dopo la tappa genovese del tour, prossimi progetti, anche non necessariamente musicali (si parlava di realizzare un film con i fratelli Manetti)?

Al momento si tratta di un'idea teorica, un mio soggetto che vogliamo sviluppare. Si tratta del viaggio in auto di 4 amici, in cui tutto si ripropone in maniera quasi uguale al primo viaggio, vent'anni prima...al momento l'idea è in stand by per motivi di tempo, ma alla fine dei miei impegni musicali ci ritorneremo sopra. Per quanto riguarda la parte musicale, stiamo preparando un live ed un DVD in cui vogliamo raccontare i"dietro le quinte" di questa tournée, e l'atmosfera che ci ha accompagnato nel corso di questo viaggio.

Un consiglio da Max Pezzali ai nostri giovani lettori musicisti che cercano di sfondare nella musica - oltre al consiglio scontato di crederci sempre e comunque?

Cercare di divertirsi in quello che si fa. Non dimenticare mai che prima di tutto la musica è divertimento e passione. Siamo in un periodo in cui c'è incertezza nell'ambiente della discografia, in cui le case pubblicano e non pubblicano, nella polemica download si / no... tenere sempre a mente che la musica è un piacere straordinario e che il resto...se deve venire, arriva!

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