
Il lato melodico del rock italiano, questo il campo che da Napoli gli hYdroniKa hanno scelto per esprimere la loro passione per la musica. Un passato da cover band che nella loro esperienza sfuma come in una dissolvenza incrociata per lasciare spazio alla ricerca di un percorso musicale proprio, una storia che per cause di forze maggiore vede i suoi protagonisti costretti a fronteggiare improvvisi arresti e la necessità di rimettersi in discussione: una storia come tante, che però ogni volta non manca di ricordare come dietro il nome di un progetto musicale, quale che sia l’ambito o il genere, ci sono nomi e cognomi che investono tempo e fatica.
Dal 2004 a oggi, gli hYdroniKa hanno calcato innumerevoli volte i palchi della loro città e non solo, hanno portato avanti il loro discorso musicale confrontandosi con la produzione di promo, EP, e infine nel Luglio 2006 l’omonimo album d’esordio. A distanza di un anno, tre elementi della formazione abbandonano il progetto, e oggi i due rimasti sono pronti a ripartire con rinnovata voglia di continuare a suonare.
Dove e come comincia la storia degli hYdroniKa? E chi sono stati fino ad oggi i protagonisti?
La band nasce nella primavera del 2003, quando Antiniska Niri, Ciro Niri e Davide Gambardella, che avevano dato vita ai “Do Not” iniziano a suonare con Mario Fava (conosciuto dai fratelli Niri sui banchi di scuola) e Andrea De Falco. L’intento era quello di arrangiare un buon repertorio di cover per iniziare a farsi le ossa sui palchi dei locali. Ci siamo riusciti alla grande, collezionando un numero di concerti molto alto. Da qui è iniziato tutto: cinque ragazzi e tanta voglia di suonare. Poi è arrivata la voglia di comporre inediti, di confrontarsi anche con le registrazioni in studio. Tutto è andato alla grande. Buoni risultati e tanto divertimento. Purtroppo alla fine del 2006, dopo tre anni di follie, Andrea De Falco, il nostro batterista, ha dovuto abbandonare la band per motivi di lavoro. E’ stato un duro colpo perché aveva creato un rapporto umano solido come il muro del suono. Al suo posto è subentrato Francesco Minopoli, con il quale abbiamo suonato fino ad Agosto, quando lui, Ciro e Antiniska, hanno deciso di abbandonare la band, lasciando a Davide e Mario il progetto. La nuova line-up è in dirittura d’arrivo, ma lasciamo ancora un po’ di mistero sulle hYdro-Novità.
Avete iniziato principalmente con un repertorio di cover. Essenzialmente, quale era la vostra proposta di cover dal vivo? Quanto è stata influenzata in seguito la vostra musica da queste primo repertorio?
Le cover che abbiamo selezionato per iniziare a suonare dal vivo erano sostanzialmente di matrice rock e pop-rock, adatte ad essere cantate da una voce femminile. Spaziavamo da Alanis Morissette fino a Carmen Consoli passando per Elisa e gli Evanescence, e con un repertorio così orecchiabile abbiamo iniziato a suonare davvero tanto, così dopo un pò di date dal vivo abbiamo anche iniziato a selezionare brani di artisti come i Queen, i Guns N’ Roses e così via ma sempre restando in un’ottica di brani funzionali ad un’esibizione live in birreria. Il repertorio di cover che abbiamo suonato insieme è stato senza dubbio fondamentale per la nostra musica, sia per la preparazione che ci ha dato come band, sia perché con le cover abbiamo avuto modo di confrontarci con suoni ed arrangiamenti che poi sono finiti nel nostro sound e che abbiamo metabolizzato e rielaborato a modo nostro. Suonare cover è molto importante, poiché serve a cementare i vari musicisti e a metterli in condizione di suonare in maniera fluida e precisa, dà la possibilità di suonare subito insieme. Poi comporre brani propri è il massimo, dare vita ad una propria canzone è una sensazione che nessuna cover può far provare.
Potete vantare una intensa carriera live alle vostre spalle, soprattutto in locali di Napoli e provincia, il che fa pensare ad un buon legame con il pubblico di vostri concittadini. Ripensandoci oggi, secondo voi, quali sono stati i fattori determinanti, a livello di proposta ma anche di autopromozione, nel percorso che vi ha portato prima di tutto al consenso dal vivo e infine alla pubblicazione di un disco?
Il consenso dal vivo, ne siamo sicuri, è arrivato per due motivi: la proposta di cover non banali e mai scontante e soprattutto la gioia che abbiamo portato sul palco suonando. Chi ci vedeva suonare si rendeva conto che prima di tutto, lì su c’erano cinque ragazzi che, assecondando una passione, si divertivano da matti. E la voglia di divertirsi diventava contagiosa. Il nostro disco è stato accolto bene nei live anche per l’immediatezza del suono e delle liriche. Affrontiamo argomenti vicini alla vita di tutti i giorni nelle nostre canzoni, questo fa si che anche chi ascolta un brano per la prima volta, può lasciarsi scivolare nel flusso della nostra musica.
Con oltre tre anni di frequentazione dei palchi di Napoli e dintorni, quale è il vostro giudizio sulla scena musicale underground della vostra città? E quali sono i vostri rapporti con i gruppi musicali vostri concittadini?
La scena musicale di Napoli secondo noi è a dir poco eccellente, c’è un continuo fiorire di realtà estremamente valide formate da musicisti molto capaci. Purtroppo non c’è alcun tipo di sostegno “strutturale” verso questa bellissima realtà, ma sicuramente questo non ha mai scoraggiato né gli hYdroniKa né le altre band underground partenopee. Ogni volta che c’è un contest per band emergenti in città, ci iscriviamo tutti in massa ed è infatti molto frequente che ci si conosca un pò tutti. Poi capita che l’organizzazione di questi eventi non sia molto professionale, ma questa è un’altra storia ed anche parecchio lunga. Il nostro rapporto con le altre band di Napoli è ottimo, siamo amici di moltissimi gruppi con i quali c’è stima ed affetto reciproco e poiché suoniamo da tanti anni, in alcune band ci sono anche vecchi amici con cui abbiamo suonato in passato.
Vi trovate ora a dover fronteggiare quella che avete definito una "scissione amichevole". Volete parlare delle ragioni che hanno portato ad una simile svolta? E comunque, cosa pensate di fare adesso?
Alla fine di Agosto, dopo tante cose fatte assieme, abbiamo sentito l’esigenza di svolgere un’analisi interna per capire come le idee e gli obiettivi dell’inizio fossero cambiati. Durante questa riunione, Ciro, Anty e Francesco, hanno deciso di abbandonare il progetto per divergenze sia artistiche che personali. Le scissioni non sono mai piacevoli, ma per continuare in un progetto come il nostro, devi esserci dentro al cento per cento, con convinzione e motivazione. Considerato che non eravamo più in linea su diversi punti, abbiamo serenamente deciso di aprire una nuova era. Abbiamo messo in piedi una nuova formazione, e presto torneremo dal vivo per rodare al meglio questa line up. Ma l’obiettivo più gustoso è dare un seguito ad “hYdroniKa” il nostro primo lavoro in studio. Come vedi, le cose da fare non ci mancano, e noi abbiamo tutta la voglia e l’energia per farle al meglio.
Come pensate che procederà adesso il progetto hYdroniKa? Pensate che con i nuovi innesti, anche il suono o magari addirittura il genere potrebbero venire modificati?
Senza dubbio l’inserimento di tre nuovi elementi nella band avrà il suo peso ed il suono sicuramente ne uscirà modificato. Abbiamo deciso di inserire un tastierista e di non cercare un altro chitarrista e questo è indice della nostra volontà di creare qualcosa di diverso, così come la scelta di cercare una voce maschile e non femminile. Il suono è la risultante dei gusti, del background e del percorso musicale dei vari musicisti che fanno parte di una band, e noi ci aspettiamo una piccola grande rivoluzione in termini di sound e anche di songwriting. Per quanto riguarda il genere non abbandoneremo mai il rock, ma è ovvio che ci potranno essere tantissime nuove idee e un nuovo livello creativo che senza dubbio sfrutteremo al 100% per la realizzazione del prossimo lavoro. Ci sono alcuni brani che erano già in cantiere da un diverso tempo e che non erano ancora stati provati con la precedente formazione, e siamo davvero curiosi di sentire come suoneranno con il nostro sound di oggi.
Quali erano i vostri obiettivi? E quali sono oggi? Sono rimasti immutati o per cause di forza maggiore pensate che dovrete rimetterli in discussione?
Il nostro obiettivo nel momento in cui abbiamo iniziato a suonare era tirare su una band con una grande continuità live, riuscire a comporre brani nostri, e pubblicare un disco con un’etichetta. Li abbiamo centrati tutti in soli tre anni e mezzo di attività, il che ci rende orgogliosi e felici. Per il nuovo corso abbiamo intenzione di calcare sempre di più i palchi di tutta Italia, entrare nuovamente in studio per dare vita ad un disco dalle sonorità nuove che giungeranno da questa formazione e continuare a divertirci con la musica, che è una donna sensuale, a volte meschina, viziata, ma dà una felicità che la rende assolutamente irresistibile. E noi siamo qui, pronti a dare le nostre vibranti emozioni a chi ci ascolta.