Lost: Dalla sala prove ad MTV

Perseveranza, grinta, fiducia e talento: ecco gli ingredienti per emergere davvero. Genovatune incontra una delle giovani band più apprezzate del momento.

Lost
© www.myspace.com/lostrock

a cura di Michele Savino
GENOVA, 21 Giugno 2008
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Dalla sala prove ad MTV. Alzi la mano chi fra le tante band che affollano  l'archivio artisti di Genovatune non ha mai sognato una situazione del genere?  Troppo bello per essere vero? Niente affatto, almeno a giudicare dalla fulminante ascesa dei Lost, quintetto vicentino che si è ritrovato, grazie ad un'agguerrita campagna auto-pubblicitaria su Myspace, a firmare un contratto con la Carosello Records e a diventare i nuovi idoli delle teenagers.

I Lost sono arrivati a Genova per presentare il loro album XD al pubblico cittadino che affolla i locali della Fnac già verso metà pomeriggio (l'incontro è previsto alle ore 18.00 Ndr). Ciò che segue è solo un estratto di una piacevole conversazione con Walter e Roberto, rispettivamente voce e chitarra della band più chiacchierata del momento. I due ragazzi, oltre ad essere estremamente simpatici ed “alla mano”, mi hanno fatto capire ancora una volta, se ce ne fosse bisogno, di quanto il talento per emergere abbia bisogno di perseveranza, grinta e fiducia nelle proprie capacità. Qualità che a loro non mancano di certo. 

Siete diventati la band del momento grazie a Myspace: come avete cominciato ad usarlo?  

Walter (voce) : Lo abbiamo scoperto per caso tre anni fa. Io seguo molto le band americane, qui in Italia era ancora poco diffuso e si trattava quasi sempre di pagine personali, non di myspace musicali. Dopo aver creato la nostra pagina abbiamo cominciato ad aggiungere amici, canzoni, rispondendo personalmente a tutti coloro che ci domandavano qualcosa. Mi piace definirci un gruppo “peer to peer”. Il nostro segreto credo sia che siamo davvero noi a rispondere, non c'è un addetto stampa che fa il lavoro per noi. Restiamo sempre vicini a chi ci segue.

Sarete anche vicini, ma non potete negare che qualcosa sia cambiato da quando avete fatto della musica una professione...

W: E' cambiato molto l'aspetto live. Prima suonavamo con altri gruppi, ora abbiamo la possibilità di avere concerti tutti nostri. Concerti per cui abbiamo inventato la formula LIVE 2.0. Robi, ti va di spiegarla?

Roberto (chitarra) : E' una serie di iniziative nata a partire dalla nostra esperienza da fan. Sono andato da spettatore a vedere i concerti di gruppi come Simple Plan o Good Charlotte ed ho percepito molto distacco tra chi suona e chi ascolta. Noi diamo la possibilità al pubblico di venire dietro al palco prima e dopo il concerto. Vogliamo sapere se gli facciamo schifo o se pensano che siamo bravi (ride). Attraverso il Golden Ticket i fan possono entrare nel backstage, seguirci come dei giornalisti, fare un report della serata. Pensiamo sempre a nuove iniziative per coinvolgere i fan, non vogliamo che le cose ci vengano proposte da terzi. Amiamo sempre essere noi i supervisori di tutto, le prime persone coinvolte.

In una recente intervista, avete parlato dell'ostracismo di molti gruppi della vostra città, dediti ad un suono più indie/alternativo, nei confronti della vostra proposta. Cosa è successo di preciso?

W: Beh si, sono cose che succedono ancora adesso. Non appena riesci a farti conoscere, il tuo video passa su MTV ecco che cominciano le malignità. Noi ce ne siamo sempre fregati, facciamo quello che ci piace. Certo, sono cambiate tante cose, siamo maturati come persone. Siamo passati dall'inglese all'italiano non per un esigenza commerciale ma perché personalmente l'inglese mi limitava molto. Non essendo la mia lingua madre mi ritrovavo a comporre i testi utilizzando più o meno le stesse formule. Mentre in italiano ho sempre scritto tanto, le mie emozioni sul diario...per ritornare alla tua domanda, credo che sarebbe molto bello ci fosse più unità nella scena musicale.

R: Beh, questo può essere intesa come l'altra faccia della crisi discografica. Ci possono essere tanti fattori, ma manca la fratellanza tra i gruppi, anche tra chi suona generi diversi.

Questo mi fa venire in mente la campagna di Genovatune secondo cui, se per ogni gruppo esistente in città, almeno un componente andasse ai concerti di altre band, i locali sarebbero sempre pieni...

R: Eh vedi...ma non è così solo a Genova, credimi. Io so benissimo che la nostra proposta può non piacere ma...

W: Pensa che al nostro primo concerto ci eravamo preparati un manifesto tutto carino ed un gruppo, di cui eravamo amici fino a quel momento, è venuto sotto al palco per bruciarlo durante la nostra esibizione. La sera dopo si sono esibiti loro e noi siamo andati sotto il palco per applaudirli. Com'è andata a finire? Loro non esistono più, noi stiamo andando avanti.
Oltre a questo c'è proprio una mancanza culturale nel nostro paese che parte dalla scuola. La musica continua a venire vista come un hobby, per cui ad un certo punto la maggior parte dei ragazzi sono costretti a smettere, anche su pressione delle famiglie. O studi oppure non è contemplata la possibilità di vivere di musica. Bisognerebbe lasciare più spazio alle passioni.

Un'altra critica frequente che vi viene mossa dai vostri detrattori riguarda l'eccessiva importanza che attribuireste al look...

W: Secondo me il look è importante. E' importante che il gruppo abbia un'immagine e che questa serva a renderlo riconoscibile. Prendi i grandi gruppi del passato, i Queen, gli AC/DC...perché credi che Angus Young si conciasse in quel modo? Io sono tranquillo perché non fingo, mi vedi così oggi e con lo stesso vestito cammino per le strade della mia città. Non siamo quel tipo di musicisti che si tolgono il trucco e cambiano identità...tipo i Kiss (ride).
Un giorno un uomo ci ha fermato a Vicenza e ci ha riconosciuto: non avrebbe saputo cantare una nostra canzone, ma ci ha riconosciuto...ed eravamo esattamente come siamo ora. Se il look serve a farti identificare e ad attrarre verso la tua musica, per me non può essere che positivo.

Nonostante siate molto giovani, avete un'intraprendenza non da poco. La maggioranza del vostro pubblico è composto da ragazzine...possiamo definirvi una teen band?

R: Ci dicono sempre che il nostro è un pubblico di ragazzine ma io personalmente lo preferisco. Le ragazze sotto i vent'anni vengono al concerto e si divertono davvero. Cantano, ballano e vivono la dimensione live. Mentre molti ventenni vengono lì sotto al palco come a voler capire se vali o meno.

W: ...e alla fine noi gli proponiamo un bel concerto rock. Se vali devi farlo e vedere e noi lo dimostriamo suonando.

Ecco, ora passiamo all'angolo delle confessioni. C'è un artista o gruppo che mai nessuno assocerebbe a voi che invece vi piace?

R: gli AC/DC
W: Io i Doors. Succede sempre che ci passiamo gli ascolti.
R: Aggiungo i Maroon 5
W: I Coldplay, il loro ultimo album mi piace moltissimo. Hanno molto stile.

Bene, ora siamo giunti alla domanda di rito...dove saranno tra dieci anni i Lost?

R: Spero su un palco!
W: Tra dieci anni spero di aver inciso tanti cd e di aver lasciato un segno nella gente che ci ascolta. Vorrei vivere ancora con passione questo nostro lavoro.

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