Franca Lai e Matteo Merli: Fra musica e risate

Genovatune incontra la mitica Franca: paladina della canzone genovese

Franca Lai e Matteo Merli
© www.francalai.it

a cura di Chiara Ragnini
GENOVA, 23 Novembre 2004
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Impossibile non conoscerla. Impossibile non amarla. Stiamo parlando di Franca Lai, cantante genovese popolarissima nella nostra regione: una vera e propria paladina della canzone dialettale, accompagnata sempre dal fido Matteo Merli. Una coppia simpaticissima: due grandi artisti con cui Genovatune ha fatto volentieri quattro chiacchiere.

E' noto che il genovese, anche in campo musicale, tenda a chiudersi nel suo guscio, a non oltrepassare i propri confini che, cinicamente, possiamo dire non vadano "oltre i Giovi". Questo è un sintomo piuttosto ricorrente anche tra musicisti emergenti. Come mai?
Franca: "Per chi canta genovese è sicuramente più difficile farsi uscire dai confini, basta pensare alla Liguria stessa in cui si parlano dialetti differenti a seconda della provincia: ad Albenga parlano in un modo, a Savona in un altro..Mi sembra, però, che ultimamente la situazione stia migliorando, grazie a cantautori come Fabrizio De Andrè e a comici come Luca e Paolo."

Il problema è più evidente per un genovese che per un napoletano, però...
Franca: "Napoli è Napoli, ovunque tu vada tutti cantano canzoni napoletane.. Per quanto ci riguarda, ho notato che durante i nostri spettacoli in Piemonte e Lombardia, il pubblico molto spesso riconosce le canzoni genovesi e le richiede: Ma Se Ghe Pensu è storica, ma anche altri brani come Le Cuccuritte iniziano ad essere considerati maggiormente. Pensa che quest'ultima, cantata da me in italiano una sera, ha ottenuto meno successo che cantata in genovese!"

Matteo: "Secondo me la tendenza ad essere "chiusi" è propria del genovese: sarà una questione di dna, o il fatto di essere rinchiusi tra mare e terra. Per quanto riguarda le canzoni napoletane e la loro facilità ad essere esportate nel mondo, credo che dipenda anche dal fatto che in esse si parla soprattutto d'amore: probabilmente per questo ottengono più successo. Ricordiamoci anche che in passato le canzoni napoletane sono state scritte e composte da autori molto famosi, mentre noi genovesi non siamo stati così fortunati.. La canzone genovese, inoltre, fa riferimento a situazioni e personaggi differenti, all'emigrante, al lavoro, alle esigenze e alle mancanze, mai all'amore.. forse perchè amore non si dice in genovese...!"

Colgo lo spunto per collegarmi ad un'altra questione: perchè le canzoni genovesi, di solito, sono tristi e malinconiche? In che modo Genova influisce su questo?
Franca: "Non sono d'accordo: il genovese è malinconico al momento giusto. Io e Matteo siamo proprio l'esempio lampante del contrario! Quando si vuole scherzare e ridere sopra su certe cose, lo facciamo molto bene. Il pubblico si diverte e probabilmente anche questo ha contribuito al nostro successo. Non sono solo le canzoni genovesi ad essere malinconiche, però: vi sono canzoni napoletane che, per gli argomenti che trattano, non fanno ridere nessuno, anzi, sono molto tristi.."

Matteo: "Si, il genovese, quando vuol far ridere, sa far ridere molto bene. C'è una sfilza di nuovi comici, attualmente, tutta genovese : i Cavalli Marci, Luca e Paolo, Ugo Dighero, Maurizio Crozza... E' forse il fatto di essere malinconici che permette di far ridere la gente: la maggior parte dei comici che ho conosciuto personalmente non erano persone molto allegre.."

Franca: "Infatti noi a casa piangiamo sempre!" ridono

Matteo: "Secondo me per far ridere bisogna saper osservare il lato tragicomico di ogni momento e situazione. Chi fa comicità, riesce a leggere in un momento triste il relativo risvolto divertente ed umoristico."

Esattamente..A questo punto mi chiedo: da dove nasce la scelta di cantare in dialetto genovese? Perchè intraprendere questo cammino?
Franca: "Credo che la mia risposta possa valere anche per Matteo: mio papà cantava ed io sono cresciuta ascoltando canzoni storiche genovesi. Crescendo in una famiglia in cui cantano tutti è più facile che si scelga questa strada: nella mia avevan fame, nu gh'aeivan da mangià e cantavan! (ride) Insomma, è una cosa che si ha fin da piccoli."

Matteo: "Si, è come se fosse un'eredità: anche mio papà cantava in genovese ed inizialmente volevo essere diverso da lui. La cosa mi piaceva, ma non abbastanza... come un giovane a cui proponi una canzone dialettale: inizialmente non dimostra molto interesse, ma in realtà resta ad ascoltarla incuriosito. Io reagivo nello stesso modo, finchè non mi è stata proposta una serata in memoria di mio papà: a quel punto ho ripreso in mano questa mia eredità ed ho imparato ad apprezzare questo mondo"

Quali sono i vostri progetti futuri? Avremo la possibilità di vedervi dal vivo prossimamente?
Franca: "Prossimamente saremo al Fellini, insieme a Vittorio De Scalzi, ill 30 novembre, ed avrete sicuramente di che divertirvi. Ogni mercoledì potete, inoltre, vederci su TeleCittà, rigorosamente dal vivo. Per quanto riguarda progetti futuri, guarda, questo è un mestiere per cui si vive alla giornata, perciò è meglio non pensare troppo al futuro: quando qualcosa di bello si presenta è sempre un entusiasmo, se un progetto va a male poi ci si demoralizza..Invece abbiamo pezzi nuovi, primo fra tutti "La mia dieta", una "malignità" del maestro Luca Cresta (ride).. a seguire "La storia dei miei funerali" e molte altre canzoni."

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