Beer 4 Breakfast: Indie rock, ma non solo

Birre a colazione e per nulla indigeste

Beer 4 Breakfast
© Beer 4 Breakfast

a cura di Chiara Ragnini
GENOVA, 01 Gennaio 2005
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Quattro chiacchiere con la band genovese

Perchè Beer 4 Breakfast? Non è indigesta la birra a colazione?
Molto probabilmente lo è ed è questo il bello. Beer for Breakfast è una canzone dei Replacements, a mio parere il gruppo per eccellenza degli anni '80. Il nostro nome è, quindi, un tributo esplicito ad una band che per me significa molto e che incarna tutt'ora il rock and roll. Per trovarlo ce ne abbiamo messo di tempo, siam passati da "Unpop Q." a "The Spleen", tutti nomi che, giustamente, abbiamo buttato nel cesso.

Suonando indie rock, siete venuti in contatto con la vasta scena musicale indie genovese e non: secondo voi, dato il numero sempre crescente di band che si occupano di questo genere, cosa bisogna fare per distinguersi e riuscire ad emergere?
Dipende tutto da cosa vuol dire emergere. Io penso che emergere sia un fatto che dipenda dalle conoscenze che uno ha e dalla mafia che gli gira attorno e non solamente dalle proprie capacità; trovo quindi molto più gratificante fare qualcosa di personale e di buona fattura, tenendoselo per se stessi, o divulgarlo ad un pubblico in grado di capire a chi ti ispiri e quali sono le originalità che proponi.
Comunque sia, credo che emergere non sia così difficile nell' ambito underground, in quanto i gruppi che vengono capitolati come indierock hanno tutti delle particolarità e la vastità del genere permette di ricavarti il tuo spazio senza creare dei guppi cloni. A Genova, per esempio, i gruppi che fanno parte di questa "scena" sono tutti diversi tra loro e propongono tutti qualcosa che contiene un minimo di originalità. In poche parole, se l'idea di fondo è valida allora il progetto ha già una marcia in più.

La filosofia indie spesso impone una totale autonomia da parte di un artista, sia per quanto riguarda la produzione artistica che la distribuzione: siete d'accordo? Se la Sony vi offrisse un contratto milionario ed in cambio vi chiedesse maggiore "flessibilità" per quanto riguarda la scelta dei pezzi e degli arrangiamenti (ovvero: siete nelle loro mani completamente) come reagireste e perchè?
A mio parere la Sony potrebbe pure andarselo a prendere nel culo allegramente...soprattutto a livello di Produzione, perchè chi produce un disco deve pensare come uno della band, esserne parte integrante o, ancora meglio, essere la band stessa. Infatti nessuno meglio di se stesso può materializzare le proprie idee, mutare il progetto che si ha in testa in qualcosa di pratico e tangibile; se qualcuno interferisse nel MIO schema mentale del MIO progetto tutto ciò non sarebbe più di mia proprietà. Bisogna poi pensare che tutto nasce per passione e per divertimento, per concretizzare i propri sogni, non per avere un risvolto economico su qualcosa che non ti appartiene più. Anche nei termini della distribuzione la penso allo stesso modo: se si affida a una qualsiasi major la distribuzione del tuo disco, avrai si la possibiltà di essere maggiormente reperibile, ma al prezzo che vogliono loro. Infine, trovo molta più gratificazione nel fare tutto da me in modo che quello che ne venga fuori sia solo frutto dei miei sforzi.

Quali progetti avete per il futuro? Qual'è il vostro sogno nel cassetto, musicalmente parlando?
A gennaio iniziamo a registrare il primo vero proprio album, abbiamo un pò meno pezzi veloci e ci sono un pò più di arpeggi rispetto a "7 sing ep.". Sogni ne abbiamo tanti, il mio personale è quello di suonare almeno una volta al 9:30 club di Washington D.C. o incidere un disco su Jade Tree.

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