Festival delle Periferie 2005: quarta serata

Villa Rossi, evento del 05 Giugno 2005

Festival delle Periferie 2005: quarta serata
© Chiara Ragnini per Genovatune

a cura di Michele Savino
GENOVA, 07 Giugno 2005
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Eccoci giunti all'ultima serata della manifestazione promossa da Metrodora, che ha visto alternarsi diversi generi musicali: dal punk all'hard rock, passando per la canzone d'autore attraverso il lo-fi. Vediamo nello specifico:

Aprono le danze gli Effetto Larsen. Dopo pochi accordi appare chiara la distanza che intercorre tra il loro punk e la versione edulcorata propinata ultimamente da media come MTV (Good Charlotte e Sum 41, ad esempio): Foga, passione e veemenza caratterizzano la mezz'ora a loro concessa, tra power chords, ritmiche serrate ed un cantato abilmente sgarbato questo quintetto si segnala agli amanti delle sonorità grezze e dirette, grazie ad una capacità strumentale che si riscontra di rado presso musicisti così giovani.

Dal punk passiamo rapidamente all'hard rock roccioso dei Ricochet, affascinante sintesi tra il crossover degli anni '90 di gruppi come Faith No More ed il grunge di Pearl Jam ed Alice in Chains. L'alto tasso tecnico si sposa ad una passionalità non comune e mette in risalto la bella voce di Ed, capace di muoversi con disinvoltura tra registri vocali molto diversi fra loro ed eseguire nel finale ben due cover dei Pearl Jam senza far rimpiangere il timbro graffiante di Eddie Vedder. Questa mezz'ora di rock suonato con trasporto spiega il crescente consenso raccolto dal quartetto all'interno dell'underground ligure. Bravi!

Cambio di atmosfera per l'esibizione della one man band più conosciuta nella nostra città. Sale sul palco Denize, che armato di chitarra e vari marchingegni elettronici dipinge delicati quadretti a bassa fedeltà. Tra arpeggi, delay assortiti e qualche drum machine si svela una sensibilità musicale che forse avrebbe dato il meglio all'interno di una dimensione più raccolta ma che, in ogni caso, non manca di raccogliere un vasto numero di avventori sotto il palco. E' rincuorante constatare come il pubblico sappia apprezzare forme espressive meno convenzionali e dispensi generosi applausi al termine della performance.

Cantautorato rock per i Marco Fuori, che guidati da un elegantissimo frontman regalano ai presenti canzoni giocate in equilibrio tra acustico ed elettrico, attente alla melodia ma con gran riguardo per la componente testuale. Ammirevole la grande eterogeneità della loro scaletta che passa da una citazione - penso involontaria- de La Isla Bonita a momenti più aggressivi. Nel complesso la proposta più tradizionale dell'intera kermesse sestrese, non priva di elementi di interesse. Ascolterei con piacere una loro demo.

Le chitarre tornano a ruggire con i Mentre, autori di una mistura sonora tra Soundgarden e la band del compianto Layne Staley. Precisa e compatta la sezione ritmica (Marco Red Damonte e Simon Lepore,rispettivamente basso e batteria) l'estro chitarristico di Stefano Galliera, impegnato anche alle seconde voci, incastra riff ed assoli straziati sulla voce di Fulvio Rumazza, che impreziosisce con il suo timbro sofferto liriche mai banali. Provvisti di un buon impatto ed una notevole presenza scenica i Mentre coinvolgono la platea e si confermano tra le realtà più promettenti del rock duro ligure.

Gran finale all'insegna dell'indie con i Toxic Picnic, autentico fiore all'occhiello del panorama musicale genovese. Il trio propone un rock d'impronta americana costruito su ritmiche complesse, accordi sghembi e dissonanze assortite, il tutto orchestrato con gran gusto e perizia tecnica. Accantonate le parti campionate, il Picnic Tossico sfoggia un suono più muscolare, edificato sulla ritmica precisa e potente di Enrico Eucalito, il basso di Riccardo Pesare (impegnato anche dietro al microfono) che sfrutta le quattro corde come una seconda chitarra e le agrodolci armonie di Bernardo Russo. Gradita quanto inatttesa sorpresa il duetto con Monica, cantante delle Starfish e la collaborazione con Denize per il penultimo brano. Sulle note dell'ultimo strumentale cala il sipario sui live di questo terzo Festival delle Periferie.

A seguire il Dj set di Tarick1.

Sono stati quattro giorni di grande musica, divertimento e soprattutto una possibilità di incontro e conoscenza dei vari microcosmi che gravitano all'interno della scena genovese, penalizzata spesso dalla mancanza di confronto e di critica costruttiva. Manifestazioni come questa sono la tangibile dimostrazione della vitalità del nostro underground, che ha bisogno di associazioni come Metrodora per trovare una voce e riuscire a diffondersi presso un pubblico sempre più vasto.

All'anno prossimo!

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© Foto a cura di Chiara Ragnini

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