Festival Delle Periferie 2006: prima serata

Villa Rossi, Sestri Ponente, evento del 01 Giugno 2006

Festival Delle Periferie 2006: prima serata
© Genovatune

a cura di Michele Savino
GENOVA, 02 Giugno 2006
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L'estate è oramai alle porte: le temperature si addolciscono, il sole tramonta più tardi, l'anno scolastico giunge al termine ed ecco ritornare il consueto appuntamento con la quattro giorni di musica ed arte organizzata nella splendida cornice di Villa Rossi.

L'organizzazione del Festival migliora di anno in anno: i notevoli sforzi profusi hanno consentito di ottimizzare l'area adibita alle esibizioni: rimosse la rotatoria al centro ed allestito un palco coperto, i ragazzi di Metrodora hanno messo a disposizione del pubblico uno stand gastronomico con cui rifocillarsi piacevolmente tra un'esibizione e l'altra.

Per quanto riguarda l'aspetto musicale, la direzione artistica del festival ha improntato la selezione delle band sulla base di un'accorta alternanza fra alcuni nomi nuovi ed alcuni graditi ritorni:

I Cut Of Mica (precedentemente noti come Toxic Picnic) che conclusero la scorsa edizione del Festival delle Periferie si ripropongono quest'anno con un repertorio completamente rinnovato in cui la loro passione per l'alternative rock più nervoso ed abrasivo si sposa con la volontà di superare i rigidi canoni della forma canzone. Se proprio volessimo dare un'etichetta alla loro proposta musicale odierna, potremmo utilizzare il termine (controverso quanto volete) di "indie-prog". Al momento il terzetto è impegnato nelle registrazioni del debutto discografico e ci sono buoni motivi per credere che il loro progetto possa riscuotere consensi anche al di fuori del contesto cittadino.

Secondo gruppo della serata i giovanissimi Adele, autori di un rock italiano ispirato da Marlene Kuntz e CCCP. Pur ineccepibile sul piano esecutivo, la loro esibizione non mi ha convinto appieno: i ragazzi hanno ampi margini di miglioramento in fase di scrittura. Se riuscissero a lavorare sulla sintesi, eliminando i momenti dispersivi e concentrandosi maggiormente sulle strutture dei brani, l'intero assieme potrebbe trarne gran giovamento.

Notevole maturazione per i Visionnaire, vincitori del premio "Primo Maggio tutto l'anno". Divisa tra un'anima più ottantiana dei primi brani e l'ispirazione filo-Radiohead che ha fatto capolino verso il termine della scaletta, la band è riuscita a trovare un giusto equilibrio tra la componente chitarristica e la dimensione elettronica valorizzando la solidità della scrittura e la profondità baritonale del vocalist Fabrizio Gelli.

Dalle atmosfere dei Visionnaire passiamo al rock and roll danzereccio dei Banshee, band in costante crescita sia sotto il profilo della precisione esecutiva che sul versante scenico. Assimilato il verbo di Franz Ferdinand, Strokes e compagnia suonante, il quartetto sfodera una performance asciutta e priva di sbavature, che tuttavia mi è parsa a tratti persino troppo disciplinata.

E ora è giunto il turno degli headliner: i Blown Paper Bags, che reduci da una tournée europea presentano al pubblico sestrese la loro affascinante e caotica proposta musicale. Elettronica da videogiochi , tribalismi assortiti (notevole il lavoro della sezione ritmica) ed un cantato di chiara impronta punk, questa la ricetta del quintetto capitanato da Matteo Casari.che riesce a riscuotere consensi - nonostante la proposta non sia delle più facili - anche presso il pubblico che non li conosceva in precedenza. I BPB hanno talento e personalità. Le idee non mancano, anzi, probabilmente un po' d'ordine potrebbe valorizzare ancor di più la loro vorticosa creatività.

Stasera, stesso posso stessa ora! Veniteci a trovare, vi aspettiamo!

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