Antiquark + Cartavetro + Drunken Butterfly

Laboratorio Sociale Buridda, evento del 26 Ottobre 2006

Antiquark + Cartavetro + Drunken Butterfly
© Giulio Olivieri

a cura di Giulio Olivieri
GENOVA, 30 Ottobre 2006
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Però, a giudicare dai Drunken Butterfly, che in questo vanno ad aggiungersi ad una lista che comprende anche Hermitage, Percent90 e Rocktone Rebel, si direbbe che sulla scena musicale cittadina (quantomeno quella di area più o meno alternativa: sigh, odio usare questo termine, ma almeno così raggruppo tendenze musicale decisamente eterogenee) stiano emergendo finalmente fasce di età più basse: largo ai giovani quindi, anche quando, come nel loro caso talvolta c'è un po' di confusione (non sempre l'effetto delle due voci femminili coglie nel segno) e la loro vera personalità deve ancora uscire fuori. Beninteso, c'è una grinta di fondo e una compattezza (grazie anche ad una sezione ritmica che sa fare il suo lavoro) che fan ben sperare per il futuro, quindi perchè non scommettere pure su di loro?

Chi invece ormai può fregiarsi del titolo di veterani sono i Cartavetro, che si trovano ad essere flagellati dalla Sfiga (che, come tutti sappiamo, a differenza della Fortuna ci vede benissimo, e talvolta prende pure la mira...) che tiene a casa, per questa sera, il bassista della band. Formazione quindi ridotta rispetto a quella per cui avevano concepito la loro attuale direzione sonora, e in un paio di pezzi la cosa finisce per pesare sulla resa finale: peccato, perchè la direzione più improvvisata va verso territori interessanti, e la band cerca comunque di tirare dritta. Band in continua mutazione, curiosa verso nuove soluzioni, e proprio per questo mai inquadrabile al 100%: è la loro natura, e anche questo finisce per creare quella dicotomia tra pezzi più riusciti ed altri meno; ma è il prezzo da pagare quando si animati dall'insoddisfazione, una cosa che per me è un pregio.

E a chiudere i californiani Antiquark, duo e.b.m per voce ed elettronica. Almeno, e.b.m. era quello che ci era stato annunciato, mentre invece il duo sa arricchire il loro suono con sfumature trance, svelando una natura da rave che il ballare "stiloso" del cantante non faceva che confermare: chissà, magari in un sabato sera avrebbero potuto trascinarci tutti verso il ballo, ma anche così il pubblico è rimasto colpito dalla bravura e dalla presenza del duo.

Certo, per chi il genere lo mastica abitualmente non sfugge una certa aderenza ad alcuni luoghi comuni del genere (uno su tutti la voce), ma quando una gruppo tiene il palco con stile ed energia cose così passano in un secondo piano.

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