Suicide Solution: tributo a Ozzy Osbourne

Sul Fronte del Porto, evento del 26 Gennaio 2008

Suicide Solution: tributo a Ozzy Osbourne
© M. Casonato

a cura di Alessandro Barbero
GENOVA, 07 Febbraio 2008
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Per la quarta volta mi accingo ad ascoltare i Suicide Solution, ormai senza più dubbi: sono una delle tribute band in campo hard rock / metal più convincenti che conosca e lo dico senza essere fan dell’originale Ozzy Osbourne, che apprezzo ma non idolatro come altri. Forse è proprio il non essere fan dell’originale che mi aiuta ad essere più distaccato ed oggettivo su di loro.

La serata in questione è speciale per i ragazzi: hanno deciso di riprendere con varie telecamere l’intero show per farne un video. Hanno curato ogni particolare nei minimi dettagli, a partire dalla scenografia con due teli ai lati del palco e due croci in perfetto stile osbourniano, pipistrelli che penzolano qua e là, un telone con logo del gruppo sul fondo.

Ma veniamo alla musica: dopo qualche problema in sound check si inizia con Bark at the moon (dal disco omonimo, 1983) e l’impatto è devastante: si scatena subito un grosso fermento nelle prime file con Paolo 'Luci Fer' Ferrarese scatenato alla voce; la band sembra in piena forma e anche i problemi di suono del sound check sembrano spariti.

Con ritmo serrato si passa per altri grandi successi del Madman quali Desire (da No more tears, 1991) e Shot in the dark (da The ultimate sin del 1986) con Olly 'Razorback' Rolando che macina riff su riff alternando assoli che qua e là fanno riaffiorare gli stili di tutti i chitarristi che hanno affiancato Osbourne nella sua lunga carriera (Tony Iommi, Randy Rhoads, Jack E. Lee e Zakk Wylde).

Si continua con due pezzi minori – Gets me through da (Down to earth, 2001) e Killer of giants (The ultimate sin, 1986) – che dimostrano come questo tributo sia curato anche nella scelta delle canzoni, tanto da non tralasciare di suonare almeno una canzone da ogni disco di solista di Ozzy.

Il pubblico si scatena con la successiva I don’t know (Blizzard of Ozz, 1980) con protagonisti gli scatenati Paolo e Oliviero, vera incarnazione della coppia rock cantante-chitarrista; non da meno per qualità musicali ed esecutive è la bassista Giulia (autrice anche delle scenografie prima descritte), a più riprese inneggiata dal pubblico, sempre precisa ed energica.

Il pezzo successivo è la struggente Mama I’m coming home (No more tears, 1991) cantata da tutto il pubblico in coro; si continua negli anni ’90 con la cadenzata Parry Mason (Ozzmosis, 1995) introdotta dal prezioso tastierista Sandro. A seguire la lunga No more tears (disco omonimo, 1991) eseguita perfettamente anche nella parte centrale con perfetto sincronismo nello stacco; qui nota di merito al fenomenale batterista Cristian Parisi, vero mattatore della serata.

Poi si prosegue con una canzone dall’ultimo disco Black rain (2007): la veloce Don’t wanna stop, seguita dalla classica Crazy train (dal primo disco Blizzard of Ozz, 1980), con un Paolo che continua ad incitare il pubblico.
Altro pezzo veloce a seguire: Miracle man (No rest for the wicked, 1988), cui fa seguito un lungo e godibile assolo di chitarra di Oliviero che da sfoggio della grande tecnica di cui dispone.

Si passa quindi ad un medley di brani dell’epoca Black Sabbath, con meritato riposo per Sandro, che incita e canta da lato del palco: ecco infatti l’immortale Iron man (Paranoid, 1970) che si trasforma poi in Children of the grave (Master of reality, 1971). Seguono Diary of a madman (disco omonimo, 1981) e il classico per eccellenza della carriera di Ozzy: Paranoid dei Black Sabbath (disco omonimo, 1970). Gran finale con Breaking all the rules (No rest for the wicked, 1988) e Mr. Crowley (Blizzard of Ozz, 1980) magistralmente introdotta da Sandro.

Il pubblico sembra non averne abbastanza e quindi dopo un lungo e stupendo assolo di batteria del funambolo Parisi, si replica con Crazy train e Mr. Crowley, tra il tripudio del pubblico che allegramente invade il palco invitato dallo scatenato Paolo, che più volte cede il microfono ai fans più preparati sui testi. Mai vista così tanta gente su un palco così piccolo; nota di merito al reparto femminile degli “invasori” raggruppato intorno alla beniamina Giulia.

Tirando le somme: grande tributo, grande personalità, grande cura dei particolari, grandi musicisti, grande scaletta; anche se questa sera, forse per la tensione, li ho visti un pò sottotono rispetto al loro altissimo standard di performance.

Scaletta:

Bark at the moon
Desire
Shot in the dark
Gets me through
Killer of giants
I don’t know
Mama I’m coming home
Parry Mason
No more tears
I don’t wanna stop
Crazy train
Miracle man
Guitar solo
Iron man
Children of the grave
Diary of a madman
Paranoid
Breaking all the rules
Mr. Crowley
Drums solo
Crazy train (bis)
Mr. Crowley (bis)

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Myspace

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