Festival delle Periferie 2008

Villa Rossi (Sestri Ponente, GE), evento del 01 Giugno 2008

Festival delle Periferie 2008
© www.myspace.com/festivaldelleperiferie

a cura di Giulio Olivieri
GENOVA, 17 Giugno 2008
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Festival bagnato = festival fortunato? Beh, allora direi che il Festival delle Periferie quest'anno ha fatto scorta di fortuna per il futuro: era dal Goa Boa a Cornigliano che non si veniva sommersi dalla pioggia come al primo giorno del festival! (e no, non sapevamo ancora cosa Giove Pluvio ci avrebbe riservato per il Santo Rock...)

Giovedì 29 Maggio

Ai Tunecrash, e al loro emo-crossover il compito di aprire le danze, in breve ritardo sulla scaletta: la pioggia ha già fatto capolino in giornata rallentando i lavori e costringendo l'organizzazione a sacrificare la coreografia circense (che spunterà nei giorni successivi). I Tunecrash fanno il loro set onestamente e lasciano il palco ai Motorcycleirene e al loro potente rock blues (vicino a eretici della materia come Jon Spencer), purtroppo in lotta continua con i suoni e con le prime avvisaglia di ciò che accadrà. Sotto il palco un manipolo di irriducibili supporta la band, ma la situazione sembra precipitare e qualcheduno comincia già ad andarsene, subodorando aria di disastro imminente.
Disastro che si paleserà con i Temple of Deimos: i ragazzi suonano imperterriti il loro melodico stoner sotto una pioggia sempre più implacabile, mentre intorno a loro i ragazi dell'organizzazione cercano di salvare l'impianto in ogni modo possibile (e a loro va un grandissimo applauso), ma quando il vento sposta il gazebo che copriva il mixer ci si rende tutti conto che la fine delle esibizioni sul palco per oggi arriverà presto, e per i Temple of Deimos c'è solo da finire in feedback per la gioia di chi ha sopportato le prime gocce per supportare la band, per poi giustamente cercar tutti riparo...

A farne le spese saranno i Matheria, mentre Tarik1 monta gli strumenti dentro la villa e si esibirà li, "usurpando" lo spazio che sarà insonorizzato per tutte le sere dalla vivace scena hip hop cittadina. La dance di Tarik1 e soci è bella pimpante, ma siam tutti in attesa che il tempo sia abbastanza clemente per farci scappare a casa. E quando se ne presta l'occasione la fuga è un obbligo...

Venerdì 30 Maggio

La paura di danni al festival è enorme, e fa piacere al cuore vedere all'arrivo che la macchina si è rimessa in moto. I Last Banned in fondo simboleggiano bene la situazione odierna: acciaccati (se non erro batterista sostituito e cantante con la febbre) ma decisi a suonare a tutti i costi. Il loro emo-pop non è nelle mie corde (nonostante chiudano con una cover dei Ramones), ma l'applauso scatta comunque vista la situazione non facile. I Cristopher Walken ci regalano la dose quotidiana di hard rock, mentre il pubblico comincia finalmente ad affluire. C'è finalmente la coreografia visibile, e finalmente ci si può godere appieno del festival, alla cui atmosfera circense si adattano alla grande i Vicious: il pianista vestito da donna e il bassista con la faccia tinta di nero non passano inosservati, così come il loro barocco pop-rock, che è quasi complementare con quello più ricercato di Esmen, sempre più raffinato.

Dopo due gruppi così l'atmosfera era sin troppo piacevole e rilassata per un festival rock, ci voleva qualcosa per movimentarla e direttamente dai primi anni '80 ecco i Dirty Action: Johnny Grieco si conferma frontmen come pochi (e fa quasi impressione che per vederne un altro altrettanto coinvolgente bisognerà aspettare i Detestor...), i classici si mischiano a cover classiche (Devo -una "Mongoloid" rallentata fino a sembrare l'intro di "California Uber Alles" dei Dead Kennedys- e Gaznevada -la classica "Nevada Gaz"- le due che mi hanno maggiormente esaltato), provocazioni e feedback (che i fonici non hanno preso benissimo...) hanno lasciato nei più giovani la sensazione di aver visto qualcosa di importante...chissà che "Tira la Boccia" e "Bandana Boys" non rischino di finire nel repertorio di qualche band cittadina?

Sabato 31 Maggio

Sono gli Still Leven a cominciare la giornata chiave del festival (il sabato è il giorno di maggior affluenza, e difatti si gioca la carta dell'ospite "foresto", i Juan Mordecai), e nonostante qualche problema tecnico il loro revival new wave lascia il segno. Valentina Amandolese conferma che la scelta di farsi accompagnare da una band vera e propria è prefetta per le esibizioni in simili contesti, e con la sua esibizione per stasera le atmosfere più pacate vengono archiviate per far posto a una tripletta di band più rock.

I Varusclis lasciano il pubblico stupito con le loro geometriche evoluzioni per basso e batteria (le faccie del pubblico durante il loro set erano tra l'allibito e l'ammirato), mentre la botta rock della giornata è assicurata dai sempre più in forma Gandhi's Gunn e dal loro stoner-rock dall'impatto quasi hardcore: due band tra le più interessanti della rassegna tutta, tanto che le si vorrebbe prima o poi ascoltare anche nel proprio stereo... E a chiudere la serata sul palco principale i Juan Mordecai: formazione ampia (tre chitarre, basso, batteria e tastiere) che però non è sinonimo di muro del suono, anzi i nostri suonano -molto bene- una sorta di grunge/americana molto psichedelico, con uno Xavier Iriondo libero di impreziosire come vuole i brani e l'ex Karma alla voce a cantare veramente bene.

Alla fine i giudizi su di loro sono controversi, chi si aspettava grandi novità è rimasto deluso, mentre chi -come me- alla fine non si aspettava nulla di preciso è rimasto pienamente soddisfatto: un'onesta rock-band, che sa come affascinare gli ascoltatori e a cui l'esperienza ha insegnato come prendere materiali già noti e renderli nuovamente interessanti.

Domenica 1 Giugno

Arrivo che i Goonies stanno attacando, e il loro punk rock ramoneggiante da la sveglia a questa domenica di festa-Subito dopo i Cartavetro stupiscono l'ancora scarso pubblico (peccato: arriveranno tardi in tanti che volevano vederli) con un set potente e indescrivibile, che segnala una band sempre più vicina al miglior post-hardcore. E il terzo concerto loro che vedo quest'anno, e di nuovo mi ritrovo stupito difronte alle loro evoluzioni sonore. Con Scarlet Diva e Kramers si va in direzione più pop, i primi a metà tra a certo sound anni '80 (grazie soprattutto all'imperante suono di tastiere) e il britpop più scanzonato e i secondi più indie-intimisti e acustici. Due modi diversi di intendere la materia, e il pubblico sembra gradire entrambi.

E poi è il momento di una delle band più attese dell'intero festival: molti son qui solo per loro, in prima fila c'è chi sfoggia una loro maglietta e si rivedono facce di amici e amiche che si son tornati apposta a Genova per rivedere i Detestor.
Meglio non pensare a quanto tempo è passato dall'ultima volta che si son visti i Detestor sul palco, ci si potrebbe scoprire invecchiati e cinici (e altri luogi comuni dello stesso tenore)...quello che non è invecchiato è però l'impatto di un death metal ancora ringhiante e potente. I volumi sono un pò bassi per il genere, ma la botta sonora arriva lo stesso bella pesante, e ci va bene così. Tengono il pubblico in palmo di mano, si divertono come pazzi e il divertimento raggiunge la folla, fanno una scaletta "classica" che non osa novità ma soddisfa i seguaci, che una reunion così non l'aspettavano proprio più, e le nuove leve, ben soddisfatte.

Dentro la villa, prima dell'ultima jam hip hop c'è il tempo per i Matheria di recuperare il set saltato causa finimondo, e il loro crossover elettronico attira abbstanza gente da tenermi fuori, intento a bermi le ultime birre del Festival delle Periferie targato 2008.

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Myspace

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