Dufresne + Temple Rents + Mainline

Crazy Bull, evento del 18 Ottobre 2008

Dufresne + Temple Rents + Mainline
© www.myspace.com/dufresne

a cura di Stefano Scuzzarello
GENOVA, 20 Ottobre 2008
Invia a: del.icio.us
Articolo letto 2056 volte

Sono lontani i tempi in cui al Logo Loco decine di bands si esibivano sotto la saggia supervisione di Tommy Talamanca, uno dei migliori fonici che abbia mai avuto la fortuna di sentire all’opera. Sono rimasto stupito quando ho appreso che una delle più interessanti band italiane avrebbe suonato al Crazy Bull, nuova nomenclatura del vecchio locale di Sampierdarena. In effetti, appena messo piede dentro il locale, ho subito capito che la serata avrebbe preso una piega davvero triste, non tanto per la scenografia di dubbio gusto del posto quanto per la non troppo saggia scelta di lasciare anche durante il live file di tavolini per tutto l'ambiente, senza nessuna esclusione, persino sotto il palco. Passano i minuti e mi convinco sempre più che non saranno solo queste mie prime impressioni le note dolenti della serata.

I primi a salire sul palco sono i nostrani Temple Rents, band punk rock di tutto rispetto; cosa che non interessa probabilmente ai fonici, poiché i volumi sono davvero imbarazzanti ed i microfoni sono un continuo fischiare. Fortunatamente questi ragazzi sanno il fatto loro e grazie al loro carisma riescono a salvare in qualche modo una partenza della serata davvero agghiacciante. Tempo di bere una birra e arriva il turno dei torinesi Mainline: a me fino a quella sera sconosciuti, si rivelano invece un'ottima scoperta. La loro proposta è un metal dal cantato in screamo; sono tecnicamente spaventosi ma purtroppo, visto il genere sicuramente particolare, il pubblico stenta ad avvicinarsi al palco, regalando comunque il giusto tributo con grida e applausi convinti.

Finalmente ci siamo: ecco il gruppo per il quale mi sono recato in quel di Sampierdarena. Rimango nettamente sollevato, vista la qualità del suono migliorata tra il primo e il secondo gruppo, pronto a godermi la prima uscita nella mia città dei Dufresne. Logicamente mi posiziono sotto il palco, anzi scusate, sotto la ringhiera del palco (probabilmente i gestori temevano che qualche artista tentasse di buttarsi sulla folla stile Kurt Cobain) ed ecco che le tastiere di Human after all iniziano a suonare; solo dopo qualche secondo di euforia generale, però, una domanda sorge spontanea a tutti: la chitarra che fine ha fatto? Volume davvero sottoterra per lo strumento in questione, nessuna traccia per tutta la durata dell’esibizione, eppure il gruppo - ed il povero chitarrista in primis - ha cercato in tutti i modi di farlo notare ai fonici. Il live comunque è suonato bene e riesce a coinvolgere il pubblico, nonostante i disagi tecnici. Da sottolineare il delirio per Un lungo sacrificio, brano con il quale si sono fatti conoscere. Così, tra un tentativo di spaccarsi il collo di Dominik, trascinante vocalist della band, continuamente in piedi su quella penosa ringhiera, il concerto arriva al termine dopo la mini-bolgia di Opera, brano estratto dal primo album, a chiudere la serata.

Contento di aver ritrovato i Dufresne senza essermi sparato centinaia di kilometri, mi avvio verso la macchina con i miei fedeli amici al seguito, discutendo di come sarebbe stato se ci fosse il mago Tommy a dirigere l'orchestra..

Nessun commento inserito | Inserisci un commento

Myspace

Nessun commento inserito

Inserisci un commento