White Mosquito – Esmen

Oltreconfine Cafè, evento del 18 Febbraio 2009

White Mosquito – Esmen
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a cura di Massimo Ponte
GENOVA, 24 Febbraio 2009
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Fuori l'inverno la fa da padrone e ha preso possesso del Centro Storico semideserto.
Dentro l'Oltreconfine Caffè si sta decisamente meglio, l'aria è tiepida e nell'ultima sala in fondo, gli strumenti silenziosi aspettano l'arrivo dei musicisti.
L'apertura della rassegna Zerocover organizzata da Gennaro Esposito avviene sotto due buoni auspici: il primo di “cartellone”, perché i due gruppi che stasera si alternano sul “palco” del locale, White Mosquito ed Esmen, sono tra le formazioni che hanno maggiormente saputo mettere a fuoco un'identità compositiva nel mare tumultuoso della musica underground genovese.
E poi il buon riscontro di pubblico, perché il locale di piazza San Lorenzo stasera è ben popolato, considerando che è mercoledì, e noto con piacere che sono presenti anche altri musicisti della Genova underground, membri dei Pornoshock e dei Marco Fuori.

Le due bands si presentano in versione acustica ed i primi a suonare sono i White Mosquito.
In questa veste alternativa, le quattro zanzare conquistano sin da subito l'attenzione dei presenti, grazie a brani asciutti ed immediati (Come se, Quello che non dici), che deprivati della saturazione e della potenza che li veste abitualmente, rivelano un'inaspettata delicatezza, soprattutto nelle trame della chitarra acustica di Matteo Magnani il che andrebbe maggiormente utilizzata anche nei set elettrici.
La voce del cantante Sergio Antonazzo si erge decisa sull'impianto sonoro, consentendo al pubblico di cogliere sfumature vocali e comprendere appieno lo scorrere dei testi che nei set abituali si disperdono nell'aggressività del suono.
In formazione “esordisce” al basso elettrico Nico, cuore pulsante dei Pornoshock, che si mette diligentemente al servizio di uno show rilassato ed informale, in perfetta armonia con l'ambiente circostante. I White Mosquito si confermano una formazione solida e da questa sera anche versatile.

A seguire gli Esmen in formazione ridotta, voce e chitarra acustica (Fabrizio Gelli) e tastiere (Danilo Palladini), i quali eseguono un set ridotto e purtroppo svogliato (causa problemi di contenimento del volume data l'ora più tarda), ma non privo di fascino; i pochi brani eseguiti riportano al passato, quando Gelli suonava da solo, accompagnandosi alla chitarra acustica.

In definitiva è stata una serata interessante e gradevole; l'appuntamento è al prossimo mercoledì, il 25 febbraio, che vedrà protagonisti Belzer e Saudade.

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