
Un "aroma già gustato": questa è la sensazione all'ascolto del primo demo dei What Eye See, dal titolo Noises, una sensazione di "già sentito" che sminuisce, in parte, questa band, dichiaratamente influenzata dal filone System Of A Down et similia.
Nonostante sembri di trovarsi di fronte ad un gruppo ancora in fase di crescita, a livello compositivo ed esecutivo, le quattro tracce del demo hanno il pregio di rimanerti subito in testa: Hell's Fire apre questo lavoro fra toni growl (non perfettamente riusciti) ed un cantato morbido, che meglio si adatta alla voce pulita di Danilo, aprendosi in un inciso decisamente radiofonico, che rende questa, a mio avviso, la traccia migliore del disco.
Omaggio a Creed, Nickelback e Staind nelle tracce che seguono: Overestimated Love, ballad a due voci, e Do-Dogson (M)Sadness, tre quarti aggressiva e sporca, risultano ben costruite ed evidenziano la compattezza della band, ma tendono ad avvicinarsi troppo alle sonorità di Chad Kroeger e compagni, peccando, purtroppo, di originalità.
Si chiude con For The Future, arpeggio in incipit (occhio all'accordatura) e voce dolce e corposa: maggiore attenzione all'intonazione e alle accordature avrebbero, però, giovato di più a questa traccia, seconda nel mio ordine di gradimento.
Le basi, buone, ci sono: si tratta solo di imparare a personalizzarsi un pochino, lasciando che i modelli di riferimento non sovrastino la propria creatività ma, semmai, servano da spunto per ricavarne qualcosina di più personale.

rock, nu metal

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