Ila: Malditesta


a cura di Gioia Molinari
GENOVA, 28 Giugno 2007
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Lodata sia la Rete! Che ci permette di conoscere nuove giovani musiciste donne che hanno finalmente qualcosa da dire, e non semplicemente un bel visino da mostrare.

Per gli amanti delle storie, Malditesta è un toccasana. Storie semplici di vita, ma sentite e vissute - si percepisce nitidamente - per l’ album di esordio della nostra Ila. Nostra perché la ragazza è di origine genovese…e si sente! Per i continui riferimenti al mare, meta di rifugio dalle incomprensioni con uomini confusi ed egoisti (vi riconoscete ragazze? Non sono proprio degli Ometti piccoli?) che ci siamo francamente stancate di capire, come nel pezzo Verso il mare.
Mare anche come simbolo di infinito e libertà, tanto da volere immaginare di essere un gabbiano per librarsi nell’ aria, proprio come in Sogna di esser gabbiano.

"Com’ è libera l’ aria, com’ è libero il vento, com’ è libera l’ acqua…com’ è libero il mio pensiero", citazione da Libera: la libertà è un tema caro alla nostra cantautrice. Personalmente, ritengo Pioggia distratta il piccolo gioiello del disco: canzone evocativa dei sensi, di una delicatezza sensoriale raffinata; ho quasi preso il raffreddore danzando sotto la pioggia descritta tanto finemente da Ila! Brano così riuscito per una perfetta sintonia tra testo, voce e strumenti, abilmente intrecciati quasi ad immagine della pioggerellina che scende sottile.
Più prettamente concettuale un brano come Il figlio: testo intelligente e apprezzabile, anche se preferiamo la Ila "di pancia". E non poteva davvero non vincere un premio (Ecoradio) Pallottolion, che ci svela le vicende dell’Ila nonno e ci rimanda alla grande tematica della pace.

Insomma, un ottimo esordio, un album registrato egregiamente, con un suono nitido che sa far risaltare la voce e i concetti da esprimere, in cui gli strumenti sanno entrare al momento giusto a sottolineare le emozioni. Complimenti soprattutto a chitarra elettrica, percussioni, piano e fiati, che aiutano a variare in alcuni brani la base di chitarra acustica caratteristica dell’ intero disco.
Nell’album hanno suonato: Ila (voce e fedele chitarra acustica al collo), Teo Marchese (batteria), Teo Airoldi (basso) e Andy Ronchi (chitarra, ottimo chitarrista). Dodici tracce per una voce potente ferma e soprattutto incisiva, che sa raccontare e trasmettere con la sua spontaneità poetica. Brava!

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rock, indie


1. Il figlio (3:42)
2. Ad un amico (4:32)
3. Ometto piccolo (3:45)
4. Verso il mare (3:36)
5. Pallottolion (3:59)
6. Pioggia distratta (4:12)
7. Stimoli (3:51)
8. L'uomo di tutte le donne (4:22)
9. Sorprendimi (4:29)
10. Libera (3:19)
11. Nella mia stanza (3:40)
12. Sogna di esser gabbiano (8:26)


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