Gandhi's Gunn: Cast pearls before swine

autoproduzione (2007)

Gandhi

a cura di Massimo Ottonello
GENOVA, 11 Novembre 2007
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Se non avete presente come è fatto un drago di Komòdo, smettete per un attimo di leggere questa recensione e rimediate facendo una ricerca per immagini su Google.
Il drago di Komòdo è maestosamente ipnotico, un po’ comico nei movimenti, ma non ci si può scordare nemmeno per un attimo che è estremamente letale. Detto questo, tirate fuori il vostro completino da sciamano ( ovviamente delle isole Komòdo ) e se ne avete il coraggio andate a ballarci insieme dentro al cerchio.

Gandhi’s Gunn propongono uno stoner rock ben suonato e interessante. Considerato che, se le informazioni in mio possesso non sono errate, il 50% dei membri proviene da Sant'Olcese (GE) e ne concludo che da quelle parti i bricchi sono molto più ispiranti che dalle mie.

La chitarra è grassa e giustamente acida e al momento giusto sa premere il pedale dello wah avvolgendoti nelle sue spire seducenti senza perdere le sfaccettature più taglienti. Il basso è ipnotico e corposo e aggiunge potenza ai pezzi senza impastarsi con la chitarra, anzi, direi che costituisce il vero motore del groove, strizzando l’occhio ora alle melodie, ora alla ritmica, dove è supportato da una batteria che lo completa degnamente.
Bella anche la voce, sia sotto il profilo tecnico che per la sua capacità di esprimere sensazioni attraverso l’interpretazione, che non è mica roba da tutti i giorni.

Se proprio devo fare un paragone, a mio avviso ci sono degli echi di Kyuss e delle altre bands di John Garçia, più in lontananza di System Of A Down, nei loro pezzi meno metallusi e più evocativi; ma i ragazzi hanno personalità, non prendeteli per dei cloni.
Al massimo, per dei draghi di Komòdo.
E state attenti.

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stoner


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