Venere di Vetro: Come lo scorrere

autoproduzione (2007)

Venere di Vetro

a cura di Massimo Ottonello
GENOVA, 15 Gennaio 2008
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Con un ritardo quasi colpevole eccomi qua a parlare dei Venere di Vetro, trio savonese che propone un rock alternativo acido e isterico, ben registrato e mixato, che rende l’ascolto godibile. I suoni sono freddi, liquidi ed aspri come il succo di limone su una ferita, ma non per questo risultano scarni, anzi.

Si parte con Evitandomi, poghereccia e canticchiabile quanto deve esserlo un singolo, senza troppe pretese eppure dotata di una sua personalità. Interessante il suono del basso, che a differenza della chitarra e della batteria, più rarefatte, ha un suono ruvido e molesto che crea un ottimo controcanto, sia a livello di partiture che di suoni. Si prosegue con il Rito, un momento di paranoia pura conseguente ad una delusione sentimental-sessuale, delirante e dissonante. L’unico neo è che in questo pezzo gli echi dei Marlene Kuntz, che qua e là compaiono nei vari brani, divengono un po’ troppo concreti e la somiglianza si fa eccessiva, svalutando la bontà della composizione. La cosa si ripete, a mio avviso, anche nella lenta e introspettiva Come lo Scorrere, in questo soprattutto a livello del testo, in cui la scelta delle parole ricorda un po’ troppo il campionario di Godano. Completano l’ep la strumentale Notturno, inquietante intermezzo davvero niente male, e la ballad Dolcemente arresa, dove c’è qualche piccola caduta di stile nei testi ( mi riferisco ai vocaboli, più terra-terra della media, a tratti ) ma in compenso la musica si discosta maggiormente dal Marlene-style ( come l’apripista Evitandomi ), permettendo di percepire più facilmente la vera personalità della band.

In coda un paio di pezzi con testo in inglese ( ma a mio avviso è molto più interessante il cantato in italiano ), di cui l’ultima acustica, ed una ghost track, anch’essa acustica, un rifacimento di Come lo scorrere molto interessante: piena di armonici, cantata con voce bassa e sussurrata, a creare un’atmosfera davvero onirica.

Una band che ha i numeri per emergere, insomma. La sola cosa che manca per avere tutte le carte in regola è osare di più in quanto a personalità compositiva;  gli altri numeri, mi pare, ci sono tutti.

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rock alternativo


1. Evitandomi (3:28)
2. Rito (5:30)
3. Notturno (1:55)
4. Come lo scorrere (2:43)
5. Dolcemente arresa (5:08)
6. Avoiding me (3:28)
7. Waiting for the sea (10:23)


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