Contesti Scomodi feat. Bobby Soul: Ometto (Libro + CD)

Editrice Zona (2008)

Contesti Scomodi feat. Bobby Soul

a cura di Giulio Olivieri
GENOVA, 20 Gennaio 2009
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Questo non è solo un disco.

Questo è un libro, un libro di poesie di Franco Cadoni, che scrive quasi metà dei testi del cd. E sono proprio riuscite, per quello che posso capire di poesia: non chiedetemi di analizzarle come se fossi un professore universitario o un critico da pagina culturale di un quotidiano, non saprei farlo, non è ho i mezzi ne il linguaggio, ma so riconoscere quello che mi piace e queste poesie mi piacciono. Questo è un libro, un libro per metà illustrato da Alberto Valgimigli, che suona il basso nei Contesti Scomodi ed è autore delle musiche del cd. E le illustrazioni sono belle, davvero belle, surreali e lisergiche, a tratti tenere -come l'ometto che campeggia in copertina- e sanno essere un perfetto compendio alle poesie, pagina dopo pagina immagini e testo si accompagnano perfettamente.

E poi si, questo è anche un disco.

Bobby Soul ha una gran voce, questo era ben chiaro prima, ma qui sceglie spesso una strada diversa, quella di un parlato vicino a quel talkin' blues che tanto ha segnato la tradizione musicale nera (ma non solo, pensate a Bob Dylan, che ne faceva uso spesso) americana: si trova a dover interpretare testi quasi completamente non suoi (unica eccezione la curiosa parabola Pupazzetto Bobby Soul, strano sogno che invita a riflettere, e non poco, sul concetto di immagine pubblica, solo che diversamente dal Lyndon incazzato dei P.I.L. qui c'è uno sguardo più ironico, più distaccato) e riesce a renderli propri, anche quando ha a che fare con nomi importanti della poesia statunitense come Lawrence Ferlinghetti e Leroy Jones (a cui nomi sono affiancati due tra gli episodi migliori, il primo con una Grossa Grassa Pelosa Visione Del Male vicina a certa new wave più epica, il secondo con La Morta Della Ragione incalzante e funkadelica).

In una situazione del genere ci si aspetta che musica sia soprattutto un sottofondo, un accompagnamento alle parole, ma non è così, c'è un bella atmosfera d'improvvisazione (i Contesti Scomodi sanno suonare, e chi li ha visti dal vivo lo sa bene), lenta, avvolgente, ma all'occorenza la band sa sottolineare i passaggi centrali del testo, dando ad esso nuove sfumature. La cura meticolosa nella parte musicale risalta anche dalla bella produzione, asciutta ma efficace: certi effetti sulla voce, gli efficaci interventi di ospiti vari (tra cui spiccano le efficaci sottolineature dei fiati di Marco Pietrasanta e gli interventi inaspettatamente discreti di Andrea Ferraris degli oltranzisti industrial Ur) e altre piccole sfumature rendono il disco sempre prodigo di particolari ad ogni ascolto e soprattutto riescono a non far rimpiangere quella sensazione di complicità tra il gruppo e il pubblico che si viene a creare ai loro concerti...anzi, Drago, giocata tra la lettura di Lisa Galantini e il cantato di Bobby e appoggiata a un bel tema quasi southern rock acquista una dimensione nuova.

Insomma, questo è un lavoro da non sottovalutare.
E andate a vederli dal vivo: vi convinceranno più di qualunque cosa possa scrivere io.

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funk, jazz


01 Ometto
02 Calci Nel culo
03 Pupazzetto Bobby Soul
04 Per Arrivare A Te
05 Oculo
06 Drago
07 Rec, Play, Rewind, FF And Pause
08 Grossa Grassa Pelosa Visione Del Male
09 La Morte Della Ragione
10 I Giorni Di Festa
11 Meditazione Autostradale
12 Zio Tibia
13 Finemente - Discoteck
14 La Bambola




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