
A volte un musicista può essere inquadrato attraverso
due categorie: il 'tecnicista', che si affida alle conoscenze
teoriche ma manca di creatività; il 'creativo', che invece predilige
lasciare spazio al suo estro, trascurando la tecnica. Giacomo
Fiore rappresenta meglio di altri il connubio tra queste due imagini che
possiamo avere dell'artista in campo musicale. Le sue mani corrono sulla
chitarra con tanta naturalezza, dando vita a composizioni strumentali di
grande impatto emotivo.
Ritengo sia un privilegio, all'età di 20 anni, essere
in grado di esprimere le proprie emozioni con tanta nitidezza
mediante la musica. attualmente buona parte degli artisti nostrani
non ci riesce. 5 pezzi, 5 storie di vita quotidiana: 'scrivere The
comfort of the Sun' dice Giacomo ' è stato come lasciarsi guidare dal
calore del sole che filtra tra gli alberi'. ed è vero: è come respirare
una ventata d'aria fresca una mattina d'estate; 'The Ministrel' è un
brano sperimentale, suonato utilizzando l'accordatura DADGAD, spesso utilizzata
per composizioni celtiche; 'How good it would be' è la mia preferita: l'ho
riascoltata decine di volte, senza mai stancarmi.
Come dice il suo autore,
'è una canzone che parla dei sogni, delle speranze, dei piccoli piaceri
del corteggiamento.' Bella davvero. 'Tennant' è anch'essa fresca, limpida,
essenziale: in ricordo dei momenti passati sulle pendici del Mt. Shasta in
California. Infine 'Embers in the fireplace' è un pezzo dolce, intimo, dedicato
alle pene d'amore del suo più caro amico. a mio giudizio è un pezzo da ascoltare
guardando negli occhi la persona a cui più vogliamo bene.
Dopo l'ascolto
dei suoi pezzi , una cosa sola è certa: che questo ragazzo è destinato a fare
molta, molta strada, e noi tutti glielo auguriamo davvero.

acustica fingerstyle

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