
Un disco carico, quello dei giovani Notanumber, band screamo della Capitale: la loro
musica è un connubio ben riuscito fra thrash metal e rock, emo e screamo e buone
spruzzate di crossover. Benchè si attengano ai canoni del genere musicale cui
appartengono, i cinque musicisti propongono canzoni orecchiabili e melodicamente
dirette, di quelle in grado di restarti in testa per molto tempo.
Il disco, autoprodotto dalla band, si apre con Our Last Goodbye, caratterizzata da un
buon riff di chitarra che si ripete per tutta la durata del brano, e fin da subito si
notano le ottime capacità vocali di Marco Valentini, vocalist del gruppo, alternate ad
interventi in growl e ad un cantato pulito.
Scratch e distorsioni maggiormente evidenti in Payback, che cresce in ritmo ed
armonia, per lasciare spazio alla bella The grave of a better reality, che a tratti
richiama alla mente artisti come Nickelback, Staind e Lostprophets, cui la band
ammette di essere influenzata.
Nonostante ciò, i Notanumber denotano personalità nella composizione dei brani,
compattezza e tanto groove, anche quando si mettono in gioco con brani come One step
from your heart, dove ritorna lo scratch e si fa strada, nell'introduzione, un
arpeggio spolverato di flanger, di stampo anni '80.
Accordi più aperti per Easy is hard, forse uno dei brani più riusciti di tutto il
disco, che mi riporta, a tratti, ai primi Hoobastank: un sound ben amalgamato,
ritmiche ben dosate ed una chitarra e basso sempre più precisi, armonicamente e negli
assoli.
Ultimi due brani, Set Sail e Another one fooled, sulla linea d'onda dei precedenti:
compattezza e padronanza di strumenti e voce sono messe in risalto fino all'ultima
nota.
Un disco, dunque, ben riuscito e assolutamente di gradevole ascolto, per tutti i
gusti. Consigliato.

emo screamo crossover

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