
Una cascata di musica, quella proposta dai torinesi Melody Fall, giovanissimi ma già carichi e diretti in queste undici tracce che compongono il loro album d'esordio, Consider Us Gone.
Un disco dal sapore californiano, fresco e ben costruito, che strizza l'occhio a prodotti indubbiamente più mainstream (Lit, Blink 182) e che ha tutte le carte in regola per annoverarsi fra i dischi più interessanti del panorama pop punk commerciale degli ultimi tempi.
Questo non è affatto male, sia chiaro: in un periodo in cui impazzano gruppi come Finley et similia, i Melody Fall - età media 19 anni - sanno come ritagliarsi il proprio spazio, sorprendendo per la precisione e la cura negli arrangiamenti e nella compattezza che emerge dall'ascolto del disco.
Le canzoni scorrono con estrema fluidità e non faticano ad imprimersi nella testa dell'ascoltatore: benchè le melodie risultino spesso canoniche e vicine a strutture già sentite, sono rese personali dalla precisa identità che la band è già riuscita a definire e non vi è un brano, uno solo, che non convinca.
Anche i testi, che rivelano un'ottima padronanza della lingua inglese, soprattutto per la pronuncia, sono coerenti con l'età media della band: si parla d'amore (My Last Love Letter, Everything I breath), d'amicizia (My friend's Girlfriend) e di temi cari agli adolescenti di questa generazione. Nota di merito per I'm so me, a mio avviso uno fra i brani più simpatici e melodicamente particolari del disco.
Un disco da ascoltare tutto d'un fiato, dunque, che piacerà sia ai coetanei della band che ad ascoltatori un pochino più grandicelli.

punk rock emo

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