
Band dalla notevole esperienza live (almeno a giudicare dalla rassegna stampa
inviataci), i partenopei Hydronika sono un quintetto che si situa in quel
non-genere che è (era?) il rock italiano: quel punto d'incontro, diciamo, tra
hard rock (forse più grunge alla Pearl Jam, nel loro caso) e quel gusto per la
melodia tipicamente nostrana, per capirci non tanto lontano da quello che
proponeva una band come i Timoria.
Ora, ad esser cattivi si potrebbe dire che la loro è una proposta che suona
decisamente datata: va da sè, però, che alla fine si lasciano ascoltare senza
disturbare, anzi, alcuni momenti riescono anche ad esser
piacevoli. Dove si avvicinano di più alla ballata (come in Folle Nostalgia
o Vortice, entambe peraltro, con il vertice nel più classico degli assoli da
band metal melodica anni '80) finiscono quasi per ricordare certi lavori di Elisa,
e non a caso mi sembrano i pezzi con cui potrebbero maggiormente provare a cercare qualche
passaggio radiofonico.
Se dovessi dire la mia su come suona il disco, direi
che hanno sacrificato un pò troppo il suono degli strumenti a vantaggio della
voce (in effetti interessante) della cantante, e che secondo me un pò più di
spessore alla sezione ritmica avrebbe giovato ai pezzi più tirati del disco
(come in Stira La Mente Labile).
In conclusione direi che - spero di non offendere - sembrano un pò appartenere alla cerchia di quei gruppi da settore "giovani" di Sanremo, che
evitano di alzare troppo la voce e si adeguano al gusto melodico ivi imperante:
non è il mio genere, ma c'è chi indubbiamente apprezzerà.

rock italiano

Sito ufficiale
Myspace

Nessun commento inserito
Inserisci un commento