Giorgio Maggiore: Oasi di Cemento

autoproduzione (2005)

Giorgio Maggiore

a cura di Massimo Ponte
GENOVA, 06 Aprile 2008
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Non privo di fascino questo Oasi di Cemento, album d’esordio del milanese Giorgio Maggiore, il quale scrive, suona, arrangia, registra, mixa e produce l’intero lavoro. Lavoro oscuro e dolente, completamente immerso in un ambito Dark Wave fine anni '70 primissimi '80 che, pur nelle sue asprezze soprattutto verbali, non si stacca da un romanticismo scolastico nell’utilizzo di una grammatica musicale ripetuta ossessivamente e sostanzialmente immutata in tutti i 14 brani contenuti nel disco.

E’ accaduto che probabilmente Giorgio Maggiore sia stato a suo tempo folgorato dall’ascolto di Joy Division, The Cure e Diaframma e la sua attitudine musicale abbia subito un’influenza tale da far convergere ogni sua pulsione compositiva esclusivamente in tale direzione (Quel tempo tornerà, Non mi credi mai, Giorni Inesorabili).

Il risultato del presente esordio è, però, da ritenersi positivo, anche se da perfezionare sia in fase di arrangiamento che nella scelta dei suoni, rendendo la voce più presente e lavorando di più sui testi, talvolta poco pensati. Dare maggiore varietà alle partiture musicali costituirebbe senza dubbio un’evoluzione naturale verso una proposta già adesso interessante. Vi è una certa sostanza in Oasi di cemento, è intrigante la suggestione evocata da brani ossessivamente oscuri rafforzati  dai temi trattati nei testi: l’incomunicabilità, il rimpianto, la vita non vissuta, e per chi ha amato i Joy Division è un tuffo al cuore, pur nell’approssimazione di certe soluzioni nell’arrangiamento, ascoltare in italiano tracce sostanzialmente riconducibili a quel lontano periodo.

Fra i 14 brani spiccano l’omonima Oasi di cemento:  bella canzone, con un ritornello che andrebbe reso più corposo per elevarsi rispetto alla strofa; suggestiva  la chitarra acida instabile. Giorni inesorabili è da rivedere: svolgimento alla “The Cure” di Killing an arab, testo a tratti superficiale che dovrebbe osare di più per rendere al meglio un brano dalle buone potenzialità.  Non mi credi mai è un bel brano, con una particolare caratteristica nel canto, similare a quella di Ian Curtis dei Joy Division; Quel tempo tornerà è una onirica litania senza risveglio anch’essa in stile  Joy Division; Virus nel tuo file si inquadra, a parte una certa ingenuità nel testo, in uno stile che molto ricorda gli Interpol e la accomuna al gruppo americano la stessa fonte d’ispirazione.

In conclusione, un buon disco, con grandi potenzialità, forse non del tutto sfruttate.

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dark wave


01 – Oasi di cemento
02 - Giorni inesorabili
03 - Il walzer della routine
04 - Non mi credi mai
05 - Gettare via una vita così
06 - Nuovi stimoli
07 - Guerrieri invincibili
08 - Quel tempo tornerà
09 - Anima anonima
10 - Nuvola
11 - Sentimento che viene e va
12 - Virus nel tuo file
13 - Il ritorno a casa
14 - Cosa rimane?


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