Kaede: Gambatte!

autoproduzione (2007)

Kaede

a cura di Alberto Marinelli
GENOVA, 07 Settembre 2008
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Formazione minimale che crea parentesi sonore introspettive, ossessionate e ossessionanti, dalle tematiche e dagli echi noir che si confondono con ricercate dissonanze e decadenze. Ecco i Kaede, con il loro Gambatte!.

Quattro tracce, ognuna con una propria indubbia individualità. Se per alcuni gruppi potrebbero essere poche per far emergere personalità, derivazioni musicali e attitudine, nel caso in esame sono più che sufficienti per sviscerare ciò che i Kaede hanno da condividere col mondo. Il sound e la composizione strizzano l 'occhio a un indie rock malato e velenoso intriso di grunge. La risultante è d 'effetto, e laddove la paranoia e la disillusione sono imperanti, esse sono raccontate egregiamente da ritmiche altalenanti e chitarre che evocano disagevoli malinconie. L 'opener Recidiva riesce a catturare fin da subito l 'attenzione con un 'intro originale, efficaci dialoghi tra chitarre sovraincise e liriche interessanti. Il disagio esistenziale di un Icaro dalle ali nere è raccontato in Per Volare, mentre Trash Can presenta un alternanza di cantanto italiano - inglese, dove un arpeggio iniziale descrive atmosfere febbricitanti che sfociano in un 'ossessione ritmica quasi catatonica. Si schiude Crisalide, e la ricercatezza dei testi viene confermata come caposaldo del gruppo, unita alla sensazione di un voler descrivere ferite non ancora rimarginate, che continuano a sanguinare.

Requiem, inno all 'introspezione, generatore di immagini. Ci siamo quasi, qualche pecca c 'è. La batteria e il basso risultano quasi in secondo piano rispetto alla voce, spesso bisognosa di più attenzioni dal punto di vista tecnico. Risolto questo, ci siamo del tutto.

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indie rock


1. Recidiva
2. Per volare
3. Trash can
4. Crisalide




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