
Recensire Emiliano
Sicilia è stato davvero intrigante, nel vero senso
della parola. Vi starete chiedendo perché (o forse no). Dalle prime battute dell’opener Cyber
Room credevo di avere a che fare con il solito
guitar-hero clone degli svariati “G3” e vari.
Invece le mie orecchie
sono state investite da sette tracce assolutamente psichedeliche. E’
l’unico aggettivo che mi sia venuto in mente.
Prima di continuare mi
sento in dovere di dire che questo album non è da settorializzare in un genere preciso, perché vi è
davvero di tutto.
Dal death metal, ai pezzi growl,
clean vocals, melodie funky, black metal, bluegrass, swing, irish…
Di tutto.
E la cosa sconvolgente è
che si può passare da brani tipicamente latino-americani ad
atmosfere oscure senza percepire la minima forzatura né
l’impressione che si stia tentando di fare un bel collage
magari prendendo spunto da tonalità simili.
Il tutto viene suonato (e
registrato) in maniera egregia, senza la minima sbavatura.
La tecnica
c’è, in quantità industriali ed è messa al
servizio del buon gusto di spingersi oltre certi confini che spesso
standardizzano il genere del solista rendendolo noioso ai più.
Vi ritroverete ad
apprezzare tranci di western mischiati poco dopo a furiosi attimi latineggianti, dove una voce femminile viene corrisposta da
un’altrettanta corposa voce screaming (Splatter on bluegrass).
O passare da secondi di calma apparente a furiose ritmiche funky
dotate di violentissimi soli pieni di armonici.
Ed il mio consiglio è
proprio quello di ascoltare le tracce di questo artista per poter
trarre le conclusioni. In quanto a genialità e messa in atto
di idee folli direi che ci siamo alla grande.
L’unica pecca, proprio
ad esser pignoli, è l’utilizzo in certi frangenti della
drum-machine che raffredda tutto l’impianto sonoro. Ed è
altrettanto pretenzioso dire che una recensione possa rendere
giustizia a quest’insieme di tracce. Ascoltare per credere.

horror metal

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